Lettera del 4 Novembre

Buongiorno amore grande. Te lo prometto. Ti prometto che avrò cura di me. Non aggiungo altro. Tu sai tutto. Sopravvivere alla morte di un figlio è dispendioso dal punto di vista energetico. La madre che ha il figlio in Paradiso trova ristoro nel Cielo più che nel cibo. Mangia giusto l'indispensabile per stare in piedi. Il paradosso? Ho più energia di chi mangia 10 volte ciò che mangio io. Perché la mamma sospesa ha la grinta del figlio in viaggio. E non vuole sembrare patetica. Non vuole compassione, ma ricerca teneri abbracci, caldi baci sulla fronte e mani che si intrecciano alle sue. La mamma del figlio in Cielo deve camminare in punta di piedi per non far rumore, deve abbracciare la croce restando in equilibrio, deve parlare del più e del meno mentre lo stomaco fa male perché è svuotato. E lasciatemi piangere in questi giorni. Novembre è triste. Luigi lo sa. Mi conosce. Sa che la mamma detesta il freddo e nella classifica dei mesi questo occupa l'ultimo posto. Aspettiamo la primavera Luigi. Il freddo trapasserà il mio corpo scarno, intorpidirà le mie membra affaticate dal peso della Croce, imbruttirà il mio paesaggio interiore con i suoi cupi colori. E allora non mi resta che guardare gli occhi dei tuoi fratelli e di tuo padre, specchiarmi nel loro cuore e trovare l'ancora di salvezza lì, proprio lì. Gesù e Maria mi daranno una mano anche oggi. Nel frattempo resto sospesa, attaccata a quel filo rosso lungo, lunghissimo che mi lega a te. Perché la morte non avrà mai l'ultima parola. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra, della pietra e del fango.
Torna al blog

Lascia un commento