Lettera del 1 febbraio 2026

Buongiorno amore mio. Buona domenica tua e del Signore. Oggi è per me uno dei giorni più importanti della mia vita. Il 1° febbraio di 16 anni fa scoprivo di aspettare te. Era un freddo lunedì. Ma c'era il sole. Vado a scuola. Allora insegnavo alla scuola media Imbriani. Nell'ora libera mi reco dapprima al cimitero. Poi corro in farmacia. Faccio il test. Giro tre volte intorno al tavolo. Guardo la clessidra dello stick dal tappo blu. Gira un'ultima volta prima di fermarsi e di darmi il responso. Sono incinta. Un figlio desiderato, cercato, sperato. Lacrime di gioia. La paura dei primi tre mesi. La nausea che mi rendeva felice. Ricordo quei nove mesi perfettamente. Ricordo la prima ecografia: l'8 febbraio, il tuo primo battito . E 14 anni dopo  quell'8 febbraio diventava il giorno in cui iniziava il tuo, il nostro calvario. Dal tuo primo battito al tuo ultimo battito. Dal tuo primo movimento, al tuo ultimo movimento. Febbraio ti ha portato da me e febbraio ti ha strappato alla tua mamma. Tu, Francesco ed Emanuele siete l'unico motivo per cui sto in piedi. Le loro voci, le loro risate, il profumo della loro pelle mi tengono in piedi. E li amo amando te. E li vivo vivendo te. “Amore e 'l cor gentil sono una cosa.”, mi risuona questa celeberrima frase di Dante che ora sta studiando Francesco in letteratura. Tu ed il tuo cuore gentile, tu ed i tuoi "Grazie, scusami, per favore, gentilmente". Porterò per sempre con me la tua nobiltà d'animo. E la celebrerò ogni giorno. Abbracciate i vostri figli. L'amore si dimostra con gli abbracci. Quelli di mio figlio io li porto con me e mi fanno sopravvivere.  Buona giornata in Paradiso vita mia. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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