Lettera del 1° marzo 2026

Buongiorno vita mia. Buona domenica tua e del Signore. Seconda domenica di quaresima in cui si legge il vangelo della trasfigurazione di nostro Signore Gesù. La stessa domenica in cui tu sei volato in Cielo. Profezia di una vita che si è conclusa nella gioia di una nube luminosa. Un ossimoro. Può una nube essere luminosa? Può una morte portare luce? Sì. La risposta è pienamente sì. Tutto era scritto. Trasfigurazione significa rivelazione della natura divina di Gesù ai discepoli in un momento di vita ordinaria. Chi mai avrebbe pensato che dalla nube potesse derivare tale gioia? La gioia di saperti in mani sicure. La gioia di essere stata scelta da Dio come madre tua. Ieri ho ricevuto un'ennesima testimonianza della tua potente intercessione presso Dio. Una giovane donna per la quale abbiamo pregato e che ha tenuto sempre con sé il tuo fazzoletto imbevuto nell'acqua benedetta della grotta di Lourdes non dovrà fare la chemio. Ieri l'ha saputo. E noi gioiamo per lei e con te. Avevo sognato qualche notte fa che tu mi annunciavi della guarigione dal cancro di due giovani. Ecco i miei sogni puntualmente trovano un senso. Tu trasfiguri ogni giorno la mia vita. Nell'ordinario tutto trova un senso. Ieri a catechismo un giovane tuo coetaneo è venuto a portare testimonianza di una vita ordinaria che rivela tutta la sua bellezza se vissuta con Gesù. Una perla rara questa giovane vita. Ed ho voluto fortemente che i nostri ragazzi ascoltassero questo racconto perché le loro vite, a volte (li senti dire) tristi, vuote possano trovare un colore vivo. Io Luigi non saprò come e quanto ringraziarti per ciò che stai facendo quaggiù. La vita eterna è questa. Cercare un senso profondo ad una vita che sembra routinaria, banale, ripetitiva. Non lo è più se impariamo a fare ciò che hai fatto tu sulla Terra. Dire "Grazie Signore per avermi fatto trascorrere questa meravigliosa giornata" e non lo dicevi dopo una festa, dopo una partita a calcio, dopo una serata con gli amici. No. Lo dicevi dal letto di un ospedale dove eri inchiodato ad una croce fatta di flebo di chemio. Lo dicevi dopo una giornata intera passata in ospedale con papà per fare i controlli ematochimici. Lo dicevi dopo un intervento chirurgico, dopo una seduta di radioterapia. Lo hai detto il giorno prima di salire in cielo. Ed io come potrei non dire "Grazie Signore per avermi dato questa Croce?". Prediletta sei tu, o croce mia! Ti abbraccerò anche oggi. E sarò con te Luigi in quello spazio eterno di amore luminoso che dalla nube luminosa della morte scaturisce ogni giorno. Buona giornata in Paradiso con Gesù e Maria. Salutami tutti i tuoi amici. Ne sono tanti. Lo so. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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