Lettera del 10 aprile 2026
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Buongiorno a te che sei la mia favola quotidiana. Buongiorno a te, figlio adorato che hai trasformato la mia vita da quel 9 ottobre 2010 quando venivi al mondo in tutta la tua bellezza. Oggi Francesco è partito di buon'ora per la tanto agognata gita scolastica. Il tempo sembra essere clemente. Il sole illuminerà questa giornata felice. Io nel frattempo parlerò di te ovunque, come fa zia Tonia. Lei ti manda il suo buongiorno e la sua buonanotte ogni santo giorno. E sì. Lei è la tua madrina, quella che tu interpellavi sempre quando dovevi scegliere un gioco su internet, quella che ogni pomeriggio puntuale alle 17 da che sei nato veniva a trovarci a casa ed io ti chiedevo:"Luigi, chi deve venire adesso?" E tu rispondevi:"Zia Tonia!" E cosa deve portarti? "Una cosa giocattolo." Poi lei arrivava puntuale, poggiava la borsa sul divano e tu, mentre zia si lavava le mani in bagno, frugavi nella sua borsa per vedere cosa ti aveva portato. E poi giocavamo a nascondino, al poliziotto "Popò", a trascinarti sulle coperte lungo il corridoio di casa, a fare i puzzle che poi sistemavamo lungo tutto il corridoio. "Avete visto un bambino più o meno alto così? Non riusciamo a trovarlo." E tu ridevi perché ti eri nascosto dietro le tende del salone aspettando che io e zia ti trovassimo. E non avevi che due anni, ma dicevi tutto. Conoscevi le capitali d'Europa, sapevi cantare benissimo in francese "Alouette", realizzavi i puzzle in 5 minuti ed eri innamoratissimo di Pippi Calzelunghe. E adoravi il "pugno perforante" del tuo papà che sul letto giocava a Jeeg Robot d'acciaio con te. Amavi che ti leggessi le favole e le fiabe prima di addormentarti, le fiabe sonore e quella del "Pesciolino d'oro" in particolare. Faccio memoria ogni giorno di quel tempo stupendo, di una bellezza indicibile che mi è stato concesso con te. Spero un giorno di diventare nonna. Posso sognare? Sì, è vero non vedo l'ora di stare con te, ma sogno anche di vedere un bambino che ti assomigli e che Francesco, dice sempre, chiamerà "Luigi". Parlerò di te anche oggi. Ti sistemerò sul mio PC mentre farò lezione, ti chiamerò mentre in casa sistemo le cose lasciate alla rinfusa prima di chiudere la porta per andare a lavoro. Ti cercherò tra le mani di Emanuele e negli occhi di tuo padre che amo da vivere come amo te, come amo i tuoi fratelli. Sei il mio rimpianto più grande. Sei il mio respiro soffocato, sei miei occhi occhi stanchi, nel mio cuore affaticato. Sei nella gioia dei miei giorni passati ed in quelli pieni di speranza del mio futuro. Tu odoravi di santità in Terra ed ora splendi prepotentemente in Cielo. Che il buon Dio ci aiuti a portare anche oggi la Croce redentrice. Gesù sei la mia letizia e la Croce mia amabile compagna. Buona giornata in Paradiso amore mio. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.