Lettera del 10 ottobre 2025
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Buongiorno vita mia. Ieri ho portato Francesco a fare shopping. Gli serviva un giubbino. Fin'ora ha indossato i tuoi, ma cominciano a stargli stretti. È una dolce novità per me poter accompagnare un adolescente a scegliersi i capi di abbigliamento. Con te non ho potuto farlo. Tu non ami i jeans, lui invece li adora. È completamente diverso nei gusti da te. Lui ama lo svizzero come me. Adora la carbonara. È ghiotto di frutta. Mangia ogni giorno l'insalata. Quando mangia a tavola si muove sempre. Bonghetta pure a mensa. Ride e ci fa ridere. È allegro e spensierato. L'altro giorno ha avuto da fare un compito a casa. Il professore di religione aveva dato loro questa consegna:"Rido della mia paura". Doveva fare un disegno. Lui ha disegnato se stesso che ride guardando una tomba. Gli ho chiesto cosa significasse. Lui mi ha risposto: rido di una paura che non ho più. La morte non mi fa più paura perché so che dopo c'è una vita più bella e poi potrò rivedere mio fratello. Disarmante. È grande, è maturo, è meravigliosamente unico pure lui. Ieri pomeriggio io e loro due abbiamo ascoltato i tuoi vocali. Erano quasi tutti riguardanti lo studio. Stacanovista, preciso, studioso, ligio al dovere. Anche in ospedale, con la chemio infusa. Luigi mio, cosa sei per loro solo tu lo sai. Manchi, manchi da morire. Ti amiamo da vivere. Si, da vivere. Perché una bellezza tale, una santità tale va solo vissuta in pienezza e consapevolezza. Grazie per ogni volta che ti muovi per casa. Ti ho visto ieri sera mentre stiravo. Eri in fondo al corridoio. Ti ho visto di sghimbescio. Non sono pazza. Semmai lo sono ma d'amore. Buona giornata in Paradiso con Carlo e tutti i santi. Domani festeggeremo San Carlo Acutis. Come te. Santi giovani. Santi benedetti. Santi del nostro tempo. Buona giornata in Paradiso. Ti affido il solito ragazzo che tu sai. Intercedi presso Gesù perché torni alla sua vita di giovane, com'è giusto che sia. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna e perdutamente innamorata.