Lettera del 12 febbraio 2026
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Buongiorno anima mia. Oggi faccio memoria di quel 12 febbraio in cui sul telefono di papà rimase impressa la data dell'11 febbraio come a voler profetizzare l'inizio del tuo calvario. Da lì partono i 14 giorni di tribolazione che sono le 14 stazioni della via Crucis. Mamma e papà con te sempre. L'attesa prima di entrare nella stanza della risonanza ed il tuo sguardo così dolce, così mite. La tua certezza che eri guarito. Ed io ero certa con te. Io e papà eravamo certi che tu fossi guarito e che da quella ennesima setticemia saresti uscito vittorioso. Sto bene mamma. Mangia mamma perché oggi non ti ho visto per niente mangiare. Prima stazione: l'agonia. Luigi ieri in processione piangevo davanti a Maria. Sto sopravvivendo grazie a te, a Lei e a Gesù. Ricordavo i tuoi occhi che chiedevano aiuto in silenzio e la paura che soffocavi col sorriso dolce che diventava scudo per te e scudo per me e per papà. "Avvisaci quando arrivi a Corato pa'!". La tua frase dalla croce dell'ospedale al tuo papà che doveva percorrere diversi chilometri ogni sera dopo aver trascorso il pomeriggio con te e aver lavorato la mattina. Il tuo amore non ha confini. E quando sei salito su al Cielo ed hai potuto chiedere un favore a Dio sono certa che Gli avrai chiesto:"Signore fammi restare con loro perché si fa sera e il dolore potrebbe ucciderli." Dio ti ha risposto così:"Mio tenero amato, ti sia concesso di andare in sogno da colei che ti ha generato. Sii tu il suo custode e al tuo papà và a dare una corazza tanto forte da poter fare da scudo a se stesso e alla tua mamma e ai tuoi fratelli. Và mio tenero amato! Resta con loro perché la notte non sia così fonda e terribile!". Voglio immaginare così il vostro incontro. E voglio restare in questa speranza certa che dopo la coscienza dell'io davanti alle spoglie mortali si elevi al punto da trovare nuova e definitiva dimora nella sede dell'Empireo da dove tutto ha avuto origine e dove tutto ritorna. Nietzsche lo chiama l'eterno ritorno. Io lo chiamo il punto fermo da cui tutto ha origine e a cui tutto ritorna. Buona giornata in Paradiso vita mia. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna che ti ha portato in grembo e che continua ad avere contrazioni da un anno, 11 mesi e 13 giorni. Voglio stare con il mio mal di pancia perché so che sei tu che ti muovi dentro di me. Visceralmente tua. Visceralmente mio.