Lettera del 12 maggio 2026

Buongiorno amore mio infinito. Eccomi qui. 12 maggio. Un'altra lettera d'amore. Mi attraversa il dolore come il sole attraversa la Terra. Sono terra arida, deserta, bruciata senza di te. Quando muore un bambino la Terra stride dal dolore, il cielo piange. C'è un disegno. Va bene. L'ho accolto. Ogni giorno cerco di inchinarmi alla Sua volontà. Obbedisco. È dura. Le lacrime sono asciugate da chi mi circonda. Tanti sono gli angeli che tu mi hai posto accanto. Insieme al mio angelo custode. Tu sei mio figlio e continui a prenderti cura di me. Sento il tuo amore ed il tuo cuore che continua a battere nel mio. Intracore. Ogni giorno inventerò una parola nuova per raccontare di noi. Così come una madre deve reinventarsi ogni mattina per andare avanti, così è necessario creare parole nuove per poter spiegare ciò che l'umana ragione non può comprendere. Quand'ero bambina, a scuola imparai a memoria una poesia di Giosuè Carducci "Pianto antico". Una poesia che sintetizza lo status quo del genitore che ha perso il proprio bambino. Oggi la rileggo  alla luce di un'interpretazione più "luminosa". Non sei nella terra fredda, non sei nella Terra negra. Sei nella luce e in quella dimensione tu mi ci porti ogni giorno. Onorerò per sempre la tua tomba ma sarà il luogo della visitazione, della preghiera, della gratitudine. Non dev'essere il luogo del pianto, della residenza dell'anima. L'anima è libera, è ovunque, è altrove. Ed ha un desiderio di verità e di felicità perfetta che trascende la nostra dimensione terrena. Ecco perché io mi sento così attaccata alla tua anima perché non mi interessano le cose di quaggiù ma mi servono per essere ancorata a questo mondo. E voglio vivere così, perennemente sospesa. Mi piace l'idea che la notte vado in un'altra dimensione dove posso trovarti ad attendermi. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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