Lettera del 13 agosto 2026

Buongiorno vita mia. Oggi festeggerete in Cielo per il terzo anniversario della nascita al Paradiso di Brien. Quel giorno lo ricordo così vividamente! Io, tu, papà ed i fratellini eravamo in viaggio verso Bari perché dovevi fare i controlli ematochimici e poi ci saremmo presi una giornata intera di svago andando in giro per negozi. Quella notizia mi raggelò il sangue. Un fiocco nero sullo stato di facebook di Anna, la sua meravigliosa mamma mi fece sprofondare nelle tenebre del dolore più sordo. Come farà Anna adesso? Fu la prima domanda che mi feci. Tutto questo dolore cercavo di canalizzarlo da qualche parte. Ti abbiamo tenuto nascosta la morte di tutti i bambini ed i ragazzi nati al cielo prima di te. Alla tua domanda:"Mamma come sta Brien? Non lo vedo da tempo..." io e papà ti rispondevano:"Sta bene, Luì. Se non lo vediamo in ospedale vuol dire che sta bene ed è guarito." E tu rispondevi con un sorriso che qui sulla Terra io cerco spesso di ritrovare in altri volti ma non esiste ad oggi "Come sono contento, mamma! Come sono contento che è guarito!". E tu stavi combattendo la tua battaglia. Sempre con il pollice all'insù, sempre con il sorriso e con la gioia di vivere. "Come farà Anna?". Ecco, questa domanda me la sono posta tante volte in questi anni. E me la pongo ogni volta che vola via un giovane o un bambino e penso alla sua mamma. Come farà quella donna a sopravvivere? Beh, Luigi...che te lo nascondo a fare, tanto tu vedi e sai tutto di me. Ieri piangevo. Un'immagine dolorosa che il demonio mise davanti ai miei occhi per turbare il mio stato di grazia. Ti rivedevo sul letto dell'obitorio senza vita, gelido, con gli occhi semiaperti e la bocca sorridente. Poi ho preso il rosario. Ho iniziato a pregare. Non è così che Luigi vuole che io lo ricordi. Tu sei salito in cielo, gli occhi aperti, l'anima riscaldata dall'amore misericordioso di Dio e una luce che ti attraversa, ormai sciolto dalle catene del dolore e della sofferenza terrena. Vedete, se io sopravvivo e a volte, quasi sentendomi in colpa, riesco pure a vivere è grazie a questa certezza che alberga in me. Brien, Ivan, Antonio, Michelangelo, Arianna, Riccardo, Davide, Chiara, Gabriele, Felice e tutti i bambini e ragazzi che tu hai conosciuto e che ora hai ritrovato in Paradiso formano con te la squadra celestiale più bella dell'Eden. Mi manchi Lui. Mi manchi troppo. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

Torna al blog

Lascia un commento