Lettera del 13 febbraio 2026
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Buongiorno amore mio. Grande festa in cielo per i primi due anni di Antonio in cielo. Quella notte non la dimenticherò mai. Tu dormivi ed io sdraiata accanto a te. Stavi meglio. La febbre era scesa. Eri ancora giallo in viso per via della bilirubina alta, ma stavi drenando e si intravedeva uno spiraglio di luce. Un urlo, grida disperate di una mamma e il pianto singhiozzante del nonno. "Come farò adesso senza il mio bambino!". Antonio era morto nel sonno. Aveva solo 5 anni e dall'età di un anno e mezzo combatteva contro un mostro che non ha avuto pietà di fronte ad una madre che aveva faticato ad avere quell'unico figlio. Una madre che dopo qualche giorno dalla partenza del suo bambino scopriva di avere anche lei nel suo corpo un nemico impietoso. Dio aveva però deciso che l'avrebbe scoperto solo dopo la morte di Antonio affinché lei potesse curare il figlio. E dopo due mesi l'avrebbe raggiunto in cielo. Non dimenticherò mai quella notte. Io che ti tappavo le orecchie perché tu non sentissi quelle urla e non mi chiedessi cosa stesse accadendo. Io che supplicavo Gesù di farti dormire affinché non ti accorgessi della tragedia che si stava consumando nella stanza n.3 limitrofa alla nostra. Tu che ad un certo punto apristi gli occhi e mi chiedesti:"Mamma perché hai la TV accesa e non dormi?". Luigi ho una forte emicrania che non mi fa dormire. Tu dormi mammina. Io sto appiccicata a te. Va bene mamma. Avevo acceso la TV per camuffare le grida disperate di Antonella e dei suoi genitori. Io che mi chiedevo "E adesso come farà a sopravvivere Antonella?". La mattina tremante mi alzai per andare a chiamare l'infermiera. Antonio giaceva nel suo lettino senza vita. Antonella mi fisso negli occhi. Solo la sera prima avevamo scambiato due chiacchiere davanti al corpo addormentato e stremato dalla chemio del suo Antonio. Non dimenticherò mai il suo sguardo. Io mi lasciai cadere. Mariangela l'infermiera mi afferrò. Nicla non farmi brutti scherzi perché oggi è dura. Vai da Luigi. Muovetevi tutti e due che ve ne dovete andare di qua al più presto. Luigi mio. Io quella notte la porterò per sempre nel cuore. Veder morire un bambino e veder morire una madre di dolore è l'inferno. Io l'inferno lo conosco. L'ho vissuto. Però ora voi vivete il Paradiso. Ed è già qui se lo vogliamo. Se tutti la smettessero di autocommiserarsi e lamentarsi per le sciocchezze, allora sì che il mondo sarebbe più somigliante a Te, oh Maria! Buona giornata Luigi. Buona giornata a te Antonio e a te Antonella che stai con tuo figlio ma anche col mio. Buttate un'ancora d'amore quaggiù perché possiamo arenarci al porto dell'amore eterno di Dio. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra. Ieri ho abbracciato Sara. So che stai anche con Raffaele. E me ne hai dato conferma.