Lettera del 13 marzo 2026

Buongiorno vita mia. Mamma è qui puntuale a ricordarti che sei il mio buongiorno del cuore. Non ti lascia mamma. No. Ce lo siamo promessi in vita. Mamma ti amerò per sempre. Me lo dicevi ogni giorno. E concludevi ogni messaggio o telefonata con "Ti amo mamma!". Luigi è così. È meravigliosamente celestiale. Nei movimenti, nelle parole, nei pensieri e nelle azioni. Mai una parola fuori luogo. Preciso, attento ad ogni situazione, puntuale, scattante, vivace nel linguaggio. Luigi è un mix di dolcezza e fermezza. Luigi è l'amore perfetto. Oggi so che starai festeggiando con Katia. La sua mamma ed il suo papà sono uno dei pensieri fissi delle mie giornate. Quel giorno, quando Katia è partita la sua mamma mi scrisse un messaggio:" Nicla, Katia è volata in cielo...con il tuo Luigi!". E da quel momento vi siete chiariti. Perché tu non ti spiegavi come fosse possibile essere dimessi dall'ospedale con la febbre visto che a Katia non avevano dato alcuna possibilità di salvarsi. E tu che mi chiedesti:"Mamma non è possibile! Katia torna a casa ed io no. Domani parliamo con i medici. Io voglio tornare da papà." Riecheggiano le tue parole. Come avrei potuto dirti che Katia stava morendo? Non volevo crederci neppure io. Infatti cominciai a pregare la mattina il rosario per la sua salvezza. Perché mai avrei immaginato che ci avresti lasciato. E prima di lei. La ragazza dai capelli biondi e dagli occhi celesti come il cielo che mi ringraziava quando le preparavo le cotolette. A Katia piacciono molto cotte, quasi stecchite. A Katia piace scrivere. Il suo ultimo tema d'italiano aveva come argomento "la libertà". Ecco Katia amore mio. Ora sei libera. Libera dal picc, libera dalla stomia, libera dalle flebo, dai dolori atroci, dalla stanchezza. Katia e Luigi ora sono felici ma lo erano anche qui sulla terra perché i Santi  sono sempre felici. Anzi, lo sono di più quando abbracciano la croce perché si assimilano a Gesù. Gesù ricevette ben 5480 colpi. Tale rivelazione fu fatta da Gesù stesso a Santa Brigida. E noi ci lamentiamo delle nostre vite noiose, ripetitive, routinarie, delle corse, delle spese, dei compiti, del lavoro. Deh! Quanto inferno abbiamo visto noi mamme e papà in quel reparto! Quante lacrime nascoste ai nostri figli, quante preghiere nel corridoio condivise con le altre mamme, quanti caffè presi da sole alle macchinette mentre i nostri figli riposavano, quante chiamate nella stanza dei medici che ti arrovellavano lo  stomaco e facevano un nodo al cuore arrestandone per minuti il battito. Non ho mai urlato dal dolore. Sono stata sempre molto lucida e cosciente anche quando ci dissero che saresti morto. So già cos'è morire. È non avere più sensi. La madre che ha perso il figlio non ha più caldo, sente sempre freddo, non ha più fame, mangia per sopravvivere, non ha più desideri se non quello di rivedere il proprio bambino. Eppure Luigi tu hai fatto un miracolo subito dopo la tua morte. Ho avuto di nuovo fame un giorno, ho avuto di nuovo caldo, ho provato una sensazione di pace e serenità inspiegabile. E se non sei tu, chi allora? Tu con Gesù. Gelú. Dà un bacio a Katia. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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