Lettera del 14 aprile 2026
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Buongiorno amore mio. Mamma è stanca. E non parlo di stanchezza fisica. Ultimamente si vede tanto. Anche a scuola chi mi incontra mi dice :"Tu sei il nostro faro. Non puoi spegnerti!". E lo so. Ma il cuore è pesante. Stanno volando in cielo tante persone. Ieri sono state celebrate le esequie di due persone giovanissime. Un papà di 45 anni ed una moglie e mamma di 50 anni con due figli adolescenti che ora dovranno fare i conti con l'assenza. Non è possibile far finta di niente quando col dolore ci convivi ogni giorno. Ma cosa credete che sia facile portare la croce? Chiedetelo a Gesù quanto fa male la spalla. Ho terminato il tubo del Voltaren sul collo e sul trapezio e non è cervicale. Fosse quella! Due calzini di spugna col sale grosso, due fasce auto riscaldanti, un paio di miorilassanti al giorno e passa tutto. E poi "Fai pilates, yoga, ginnastica posturale". Che pizza! Sono pigra, una gran pigrona. Al massimo due massaggi decontratturanti ma tanto dopo un paio di giorni torna tutto uguale. Il collo fa male, la spalla di più perché la croce è pesantissima. Però Luigi sai mamma? Sorrido, sorrido sempre, sorrido comunque perché quaggiù c'è bisogno della mamma. Un pugno nello stomaco la mattina quando mi alzo. Ma com'è possibile? Ti ho visto poco fa. Poi mi affaccio in cameretta per prendere i vestiti dei tuoi fratelli che indosseranno a scuola e li guardo mentre ancora dormono. Quanto sono belli! Quanto li amo! Io ed Emanuele parliamo tanto. E Francesco poi! Com'è diventato grande! Vi amo figli miei. Vi amo dalle viscere. Perdonami Luigi se piango ogni mattina a scuola. Ma il cuore è a pezzi. So che stai bene. Ma mi manchi terribilmente. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.