Lettera del 14 gennaio 2026

Buongiorno amore mio. Elisabetta è con te. Ha lasciato la sua mamma momentaneamente. Ti avevo sognato con una bambina bellissima dai lunghi capelli castani ed una bara bianca. Ma non capivo. Eri sereno. Lei sorrideva. Guidala tra i nove cerchi del Paradiso. Mostrale i suoi fertili campi. Accompagnala tra le vie luminosissime della Gerusalemme Celeste. Ora è il tempo della rabbia. Penso alla sua mamma. Al suo papà che doveva occuparsi del figlio più piccolo durante l'assenza di madre e figlia da casa. Sappiamo bene cosa significhi. Chi resta a casa soffre. Spera, piange, sorride per un miglioramento seppur lieve. Chi resta a casa ha il cuore che batte all'impazzata, lo stomaco chiuso. Chi resta a casa passa le notti insonni. Due mondi. L'ospedale, il reparto del dolore, la puzza dei disinfettanti, i camici bianchi, i volti contriti, le mani giunte, gli occhi gonfi e rossi per il pianto incessante. E dall'altra parte la casa. Il telefono che se squilla ti fa sobbalzare, il cibo che fa fatica ad andare giù, le distrazioni che ti crei pur di far passare il tempo patrigno. Chi ha vissuto tutto questo può comprendere ciò che dico. Ora è il tempo dell'addio. Di un ultimo bacio prima che il coperchio della bara sia chiuso. Ora è il tempo delle domande:"E se ...? E se invece...?". Non serve a nulla. Ci si affossa inutilmente. Avete fatto tutto quello che era in vostro potere, cari genitori. Abbiamo fatto tutto il possibile. Non dobbiamo avere sensi di colpa. E teniamo a mente che il male non ha vinto. Perché Dio chiama a se quelli che Gli sono cari. Sono certa che un progetto c'è e non ci è dato saperlo per il solo fatto che ci separa dal Cielo il velo del peccato. È troppo grande Dio per poter anche solo immaginare ciò che ci chiede. Ciò che Dio vuole è molto più grande di ciò che noi possiamo anche solo lontanamente immaginare. Il mio cuore oggi più che mai trafitto arrivi a Maura, la mamma della piccola Elisabetta. E come ogni giorno a tutte le mie amiche recise. Continuiamo a camminare con il naso all'insù e con le mani verso il basso per stringerle a chi ci cammina accanto ogni giorno. Porto nel mio rosario tutte le vostre intenzioni. Buona giornata in Paradiso, anima mia! Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma tra cielo e Terra.

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