Lettera del 15 aprile 2026
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Buongiorno vita mia. Vivi in un posto bellissimo lo so. Ed io quaggiù a tenere il cuore in una teca di vetro perché non si rompa. Un cuore che si appoggia a quello del tuo papà, uomo buono, dal sorriso dolce che scandisce le mie giornate. Oggi verrò sulla tua tomba. Strofinerò le macchie di terra incrostata, il vento burrascoso di questi giorni avrà scompigliato il tuo sepolcro. Con secchio e stracci pulirò ogni piccola parte della casa che ospita il tuo corpo santo. Con un panno di cotone luciderò la tua foto di cristallo. Poi deporrò il mio bouquet e getterò quello vecchio. Ti chiamerò dolcemente e ti dirò che mi manchi, che ti amo, che sei l'alba dei miei giorni. Oggi piangiamo tutti la piccola Alicia, 12 anni soltanto. Una fatalità. Cruda, spietata, atroce. E ripenso alle parole di Lucia, la tua pediatra. Allorché scoprivamo la tua malattia ed io giustamente piangevo, lei disse:"Nicla possiamo attraversare la strada, dal balcone di un'abitazione cade un vaso, ci colpisce e moriamo." Fatalità? Certo. Del resto sono una pascaliana fatalista, ma penso alla mamma e al papà della piccola biscegliese, alle sue sorelle. Dovranno trovare una forte motivazione alla vita. È che nessuno è preparato al distacco. Nemmeno io e papà abbiamo mai pensato di doverti dire addio quel giorno. Eppure questo mistero della morte io vorrei tanto capirlo, soprattutto quando a morire sono i giovani. E allora penso al sogno della mamma di Carlo Acutis quando qualche giorno prima che il figlio morisse sognò San Francesco nella chiesa di Santa Maria Maggiore che le predisse che Carlo sarebbe diventato santo. Ed anche il figlio apparve dopo la sua morte alla madre dicendole che sarebbe stato santo e che Dio avrebbe risuscitato una generazione di santi giovani. Tutta questa profezia appare ai nostri occhi la più grande consolazione al dolore più atroce della madre che ha restituito il figlio al Padre. Ecco care mamme mie compagne di Croce, i nostri figli sono stati scelti per formare questa meravigliosa schiera di santi giovani. È grande l'agonia di noi madri lo so, ma sapere che i nostri figli godono in Paradiso di una posizione privilegiata dove non c'è sofferenza alcuna, né attesa, né rimpianti, né dolore, né mancanza, beh questo deve rappresentare il balsamo al nostro cuore sbrandellato. Sosteniamoci l'una con l'altra. Ogni mattina prego per voi genitori che come noi dovete restare in piedi. Luigi mi manchi. Mi manca l'aria. Io e papà ti amiamo immensamente. Sappiamo che stai bene. Tuttavia se puoi fatti sentire anche oggi. Come sai fare tu. Che sei il nostro primogenito adorato, tanto cercato, tanto voluto, il cocò di papà, l'amore della mamma, il Bro dei tuoi fratelli. Vita, dolcezza e speranza dei nostri giorni. Non passerà mai. Non chiedetecelo neanche. Vi risponderemo sempre: è il 25 febbraio per sempre. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.