Lettera del 15 gennaio 2026

Buongiorno amore mio immenso. Con le lacrime agli occhi ti scrivo ogni mattina. Ieri leggevo la storia di una mamma che fece credere a sua figlia di aver sconfitto il cancro affinché se ne andasse felice. Ed ho pensato a noi due. A noi tre. Io, papà e te. In realtà noi non volevamo affatto convincerti che fossi guarito, né volevamo auto convincerci. Noi eravamo certi che tu avresti sconfitto il mostro. Non abbiamo mai avuto dubbi. Tu mi chiedevi sempre in ospedale:"Mamma sono guarito, vero?". Ed io non ti rispondevo "Sì" per farti felice. No. Io ti dicevo con fermezza e assoluta fede "Luigi perché hai dubbi ancora?". Sai? Oggi penso che quella frase tu la pronunciavi perché il tuo amore per me è talmente sublime che volevi preservarmi da preoccupazioni e sofferenze. Sì. Tu sei perfetto nell'amore, saggio da che eri nel mio grembo al punto che, al quinto mese di gravidanza, quando mi fu diagnosticato durante la tua gravidanza un mioma di 4 cm tu riducesti i tuoi movimenti per non farmi male. La tua premura, il tuo riguardo nei miei confronti non ha mai avuto eguali. Però Luigi, devo dirti una cosa. I tuoi fratelli stanno diventando come te. Sì preoccupano se mi faccio male urtando contro qualche mobile mentre mi muovo per casa rapida e felina. Se ho mal di testa Emanuele mi massaggia le tempie e mi chiede:"Mamma stai meglio?". Ed anche se il dolore non passa io gli rispondo felice:"Sì, sì, è andato già via. Bravo amore!". Ecco! Il segreto della felicità è stato con te l'averti reso un ragazzo normale durante un momento tragico della tua adolescenza. Ed ora che adolescente lo sei ma in quel Paradiso a cui tutti ambiamo, sei tu che rendi me normale pur in questa valle di disumano dolore. Ti aspetto nei sogni, ragazzo mio. Io continuo a parlare di noi. Tu continua ad amarmi di notte nei sogni e di giorno attraverso Francesco ed Emanuele, la tua meravigliosa eredità. I miei tre diamanti. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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