Lettera del 15 giugno 2026
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Buongiorno amore mio infinito. È stata una giornata bellissima quella di ieri. Quanti ragazzi, quanta stupenda gioventù. Oggi voglio ringraziare attraverso la mia lettera mattutina tutti coloro che hanno reso possibile la riuscita di questa giornata sportiva. Grazie alle mamme e ai papà che, in una torrida domenica di giugno hanno accompagnato i propri figli. Grazie perché ogni vostra goccia fa l'oceano della speranza. Tu e Nicola vivete in ogni nostro gesto. Un velo ci separa. Come ieri notte, quando sei andato in sogno a zio Gianni vestito di bianco e chiedendogli di salutare la gente ch incontrava per strada al posto tuo. Perché lo sappiamo. I nostri cari non riescono a parlarci ma lo fanno attraverso le persone che ci circondano. È bello sentire al mattino la frase:"Nicla, ho sognato Luigi. Sorrideva, stava bene ed era felice." Tu sei felice. E mamma? Lo sono anch'io perché ti ho lasciato andare lì dove era giusto tu fossi. Non della Terra, ma per la Terra. E nel Cielo hai trovato la tua giusta e dovuta collocazione. L'amore non è possesso. L'amore è lasciar andare. E ce lo raccontiamo sempre che i figli non sono nostri. Dio ce li ha donati. Siamo noi a dover comprendere il Suo disegno sulle loro vite. Atroce? Terribile? Innaturale? Disumano? Vi chiederete. Sì, vi rispondo senza esitazioni. La madre che ha perso il figlio è morta con lui quel giorno ma deve vivere per chi le resta. Ed è la promessa solenne che ti ho fatto sulla bara quel giorno. Niente ci separerà. Nemmeno la morte. No. Non hai vinto tu, sorella morte. Hai vinto tu Luigi. Tu ed il tuo sorriso , tu ed il tuo ottimismo, tu e la tua voglia di vivere. E mamma sta vivendo. Per te, con te, in te. Buona giornata in Paradiso, anima mia, costola delle mie costole. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.