Lettera del 16 febbraio 2026
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Buongiorno vita mia. 16 febbraio. Oggi faccio memoria con Antonella di un giorno che rimarrà nella storia della tua santità terrena. È venerdì. Antonella mi chiama. "Nicla posso venire a Bari con don Giacomo a trovare Luigi? Dimmi di no se credi che Luigi possa essere in qualche modo "preoccupato" nel vederci." Conosciamo benissimo Luigi. Non vuole compassione. Non vuole si preghi per lui ma per gli altri. Ha sempre detto che il suo tumore non era un problema. Ce n'erano di più gravi nel mondo. Dico sì ad Antonella. Al massimo, se Luigi non fosse stato d'accordo, avremmo giustificato la presenza di don Giacomo come una visita ai piccoli del reparto. La reazione di Luigi spiazzò i presenti. Al loro arrivo in reparto, dopo aver avuto l'autorizzazione del primario e con le dovute precauzioni (mascherina fp2 e distanza) Antonella e don Giacomo vengono accolti dal sorriso raggiante di Luigi Mariano. Io abbraccio Antonella, la stringo al mio cuore trafitto. Aldo è ai piedi del letto. Sono le 15. Luigi ci chiede di recitare la coroncina della divina misericordia che condurrà lui dal suo letto dove era collegato alla sua croce fatta di flebo. Il suo volto è luminoso. Un vero soldato di Cristo. Don Giacomo aveva portato con sé la reliquia di San Charbel, Santo maronita, detto il San Pio del Libano a cui tu eri devotissimo e il cui olio spalmavamo con fede sulla tua pancia io e papà. Gli occhi brillarono nel vedere la reliquia. Non eri interessato al gioco che don Giacomo ed Antonella ti avevano portato. Il tuo sguardo era fisso lì. Dopo aver recitato la coroncina baciasti Antonella e salutarti don Giacomo. Antonella ha conservato la mascherina con cui ti baciò. È diventata la tua reliquia. Poi chiedesti a don Giacomo di poterti confessare. Quella stanza divento un confessionale. Io, papà ed Antonella nel corridoio condividevamo paure e speranze. Luigi tu sei santo. Questa è certezza. In quella stanza n.2 quel 16 febbraio avvenne qualcosa di miracoloso. Tu hai stravolto la mia vita, l'hai resa meravigliosa nascendo e l'hai rinnovata nello spirito rinascendo in cielo. Tu sei in Paradiso e sei in mezzo a noi. Non cercate tra i morti colui che è vivo. Non chiamateli morti ma anime passate nell'oltre. Un velo, un sottilissimo velo ci separa. Chiudete gli occhi, mamme come me, sentite il profumo dei vostri figli. Loro sono qui. Buona giornata in Paradiso anima mia! Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra. Agli altri lasciamo l'immaginazione.