Lettera del 17 gennaio 2026
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Buongiorno amore mio. Oggi il Cielo è in festa per nonno Gino. Compie 80 anni e, come ogni giorno, gli farai arrivare tutto il tuo amore. Chi è nonno Gino? È il nonno dagli occhi perennemente lucidi quando gli parli di Luigi, quello delle figurine dei calciatori Panini (te ne mise una, l'ultima, nella tasca della giacca che ti feci indossare quando sei andato via), è il nonno dei giocattoli a Natale, della focaccia calda, della calza alla festa dell'Epifania piena di cioccolata e mandarini. Nonno Gino è quel nonno che anche se non ci vediamo spesso ti riempie di baci e ti coccola ad oltranza. Lui veniva a stare con te quando non potevi andare a scuola nell'ultimo mese della tua vita terrena e si sedeva accanto a te perché ti guardasse giocare a Fifa sulla PlayStation. "Luì il nonno è meglio vedere le tue partite che quelle vere!". E tu ridevi a crepapelle. Nonno Gino è quello che ti accompagnava ogni giorno all'asilo e ti faceva fare mille giri con la macchina per entrare più tardi. L'ultima frase che hai pronunciato al nonno è stata il giorno prima di partire per il Cielo:"Nonno non le devo guardare più le partite del Bari perché mi fanno innervosire a vederli giocare con tanta leggerezza!". È come se avessi profetizzato tutto. È stata l'ultima partita che hai visto col tuo papà dal letto dell'ospedale. Nessuno immaginava che non ti avrebbe più rivisto il nonno. Però l'idea che un giorno sarai tu ad accoglierlo mi riempie il cuore di gioia. Sei il nostro meraviglioso portinaio. Non dobbiamo temere nulla. Ieri don Fabrizio mi ha mostrato lo stato attuale della nostra chiesa. Quelle immagini io le ho già viste. Me le hai mostrate tu in sogno. Ti ho sempre sognato in chiesa in mezzo a secchi di cemento, tra cataste di pietre e con un sorriso che diceva tutto. Sei il custode della tua parrocchia, lì dove hai mosso i tuoi primi passi da cristiano, lì dove hai iniziato a frequentare la scuola dell'infanzia, tra lacrime causate dalla separazione dalla tua mamma e sorrisi che le maestre ed i tuoi compagni ti donavano. Sai Luigi? Io questo mistero che è il nostro pellegrinaggio terreno me lo voglio gustare in tutta la sua pienezza. Perché sono certa del posto in cui sei e so anche che sono nata, come ciascuno di noi del resto, per compiere una missione. Voglio essere il tuo prolungamento sulla Terra. Voglio onorarti portando il tuo nome fino ai confini del mondo perché questa Croce che porto io me la voglio abbracciare tutta e voglio santificarla ogni giorno. Voglio attraversare questo dolore che penetra ogni giorno le mie ossa e Dio solo sa quanto fanno male le mie ossa, Lui solo lo sa. Lui e te. Buona giornata vita in mia in quel Cielo che guardo sempre. Troppe cose inutili ci circondano. Tante. Ma resisterò. Perché te l'ho promesso quel giorno sulla bara. Resisterò perché tu non sei mai andato via. Vivi in me e attraverso di me. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.