Lettera del 19 febbraio 2026
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Buongiorno amore mio. Oggi pubblicherò un video che ho tenuto gelosamente per me e per una mamma speciale che mi ha sostenuto, incoraggiato ed ha asciugato le mie copiose lacrime durante un pezzo della tua malattia. "Mamma chiama Antonella. Solo lei ci può dare dei buoni consigli." E partivano le lunghe telefonate ad una donna che nel frattempo combatteva la più ardua delle battaglie col suo unico figlio, coetaneo del mio e meravigliosamente degno di tale madre. E viceversa. Andrea è il suo nome. Un ragazzo forte, coraggioso, tenero, dolce ed affettuoso, studioso, sensibile, un esempio di virtù. Lei è una donna già provata dalla vita. Ha visto partire per il Paradiso suo fratello, ucciso dal mostro a soli 36 anni. La vita ad un certo punto ha voluto accanirsi su di lei. Ma Dio aveva un progetto grandioso per lei e per il suo bambino. Andrea è guarito. Ed oggi è testimone della potenza del Cielo. Lassù zio Michele e Luigi lo proteggono senza riserve e condizioni. In questo video tu incoraggi Andrea. Lo sproni a resistere. Lo esorti a vedere la luce in fondo al tunnel. E quando sei andato in Cielo, Andrea ti ha sognato, avvolto da una luce bianca e con due grandi ali. Luigi, vita mia, oggi celebro con te quel giorno di un freddo febbraio di tre anni fa in cui spiegavi la fiducia ad Andrea. Sai? Quest'anno ho partecipato con il gruppo di Carneval Dance alla sfilata e guarda un po' che colore mi è stato assegnato? Il blu. Il colore della fiducia. Tu sei la mia fiducia certa, la mia aspettativa positiva, il mio incrollabile sostegno. Tu sei il mio ponte verso il Cielo. Non temo la morte, non più. So che un dì mi porterà da te e da Gesù. Ora ti chiedo sostegno in questa vita, fiducia nel crescere i tuoi fratelli, uno dei quali ti somiglia in modo impressionante e mi fece sorridere Annarita quando martedì, voltandosi, ebbe un colpo al cuore vedendo Francesco. "Nicla sembrava Luigi!". Ad Emanuele hai lasciato invece un'eredità bellissima: gli danno fastidio i jeans, non sopporta le maglie termiche e aderenti, preferisce i pantaloni larghi e comodi come li ami tu. Ho tanto da fare con voi tre. Tu mi impegni lo spirito, loro il fisico e la mente che deve dividersi equamente tra te e loro due. Ieri hanno giocato in cucina ed Emanuele diceva all'ultimo rigore che lo avrebbe fatto vincere "Ti prego Luì fammi segnare!". Ed ha vinto. Francesco nel frattempo è cresciuto e non si arrabbia più se perde contro il fratellino. Buona giornata allora figlio mio in Paradiso. Provvedi per tutte le persone che quotidianamente ti affido nel rosario con papà. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra. Per sempre tua.