Lettera del 2 aprile 2026

Buongiorno vita mia. Grande festa in Cielo per i 21 anni della nascita al Paradiso di papa Giovanni Paolo Il. Che grande famiglia formate lassù. Hai conosciuto Gabriele, un ragazzo tuo coetaneo strappato alla vita terrena come te, come Carlo Acutis e come tanti altre giovani vite, testimoni purissimi della fedeltà a Dio. Ti ho sognato. Ci portavi su di un'isola bellissima. Un'acqua cristallina ed una famiglia che si prendeva cura di noi 5. Poi ho capito perché. Ecco quando dico che non sei mai andato via cosa voglio dire. Tu mi annunci cosa accadrà, chi incontrerò, quali anime pure metterai sulla mia strada. Ed è fedeltà questa. Sotto la croce Maria era con le pie donne. Ogni madre trafitta è Maria ai piedi della Croce ed ogni mamma è a 
sua volta una pia donna. Io per le altre, le altre per me. Mamme mie amatissime, vi incontrerò. Voglio formare con voi un grande cerchio e danzeremo tutte insieme cantando i nomi dei nostri figli in Paradiso. Ci riuscirò. Io e Luigi siamo caparbi. Se ci mettiamo in testa qualcosa la spuntiamo. Mi manca tutto di te. La tua gentilezza, il tuo "Mamma scusami se ti disturbo, so che stai lavorando, ma volevo chiederti un favore", i tuoi baci mentre dormivo al tuo fianco in ospedale il pomeriggio dopo la coroncina alla Divina misericordia che recitavamo insieme, il  profumo fresco di rose della tua pelle delicata, le tue mani dalle dita affusolate e sempre curate, il tuo piede che esce dal letto perché non ami essere completamente avvolto dalle coperte, il tuo "Papà posso alzarmi da tavola?". Mi manca la tua risata contagiosa, le tue richieste "Mamma mi prepari la carne impanata?", il tuo stare composto a messa anche quando avevi la parrucca e ti toglievi il cappellino perché "non è rispettoso nei confronti di Gesù", dicevi. Ragazzi come te io fin'ora ne ho visti davvero pochi. E nutro la speranza di veder crescere quaggiù una schiera di santi giovani in Terra che, con il loro esempio, possano favorire la rinascita dei buoni sentimenti e dei sani propositi. Buon giovedì santo. Stasera ci sarà la messa solenne in cena domini con cui si inaugura il triduo pasquale e nella quale facciamo memoria dell'ultima cena di nostro Signore ed in cui venne istituito il sacerdozio ministeriale. Ricordo il giovedì santo di tre anni fa in cui don Fabrizio scelse te fra i dodici fedeli a cui lavare i piedi. Profezia di una fedeltà, profezia di una magnifica testimonianza di vita apostolica. Tu il diletto discepolo di Cristo, io la tua innamorata seguace fedele, tu l'osservatorio nobile da cui ho scelto di osservare il mondo e di operare in esso. Buona giornata santa in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

Torna al blog

Lascia un commento