Lettera del 2 maggio 2026

Buongiorno amore mio. Ed anche ieri sei stato potentissimo. La farfalla è venuta a trovarmi. L'unica farfalla bianca in una vasta distesa verde. Mi ha danzato attorno. Il tempo di scattare una foto ed è volata via. Dovevi tornare a tutti i costi da dove eri venuto.  Ti fai sentire sempre. Ma quanto mi manchi vita mia! Sembra che non abbia più lacrime a volte. Basta un suono, un profumo, una canzone, una cosa che facevi tu con i tuoi fratelli o che continuano a fare loro e scendono senza chiedere il permesso. Un'altra piccina è volata in cielo. Anna, 9 anni e tanta vita ancora da vivere. Ma aveva già fatto tutto in quei nove anni. Ed ora continua la sua missione in Paradiso con te. Preghiamo per la sua mamma ed il suo papà perché dovranno imparare a camminare come funamboli anche loro, ahimè! Ieri Antonella mi ha inviato lo stralcio di  un articolo dal titolo:"Nel midollo osseo di 9 madri su 9, decenni dopo il parto, i ricercatori hanno trovato cellule vive dei loro figli maschi. Nelle costole." Praticamente durante la gravidanza cellule staminali migrano dalla placenta al midollo della madre e lì vi restano per tutta la vita. Non è sentimentalismo. È scienza. Il figlio vive nella madre per sempre. Il loro amore midollare nasce dalla placenta, il primo nutrimento del bambino e sfocia nel midollo che, tra le tante funzioni, ha quella di trasportare ossigeno. Ora si spiega il motivo per cui le madri trafitte dal pugnale continuano a respirare. Non sono loro a decidere, ma i figli per loro. Ecco perché noi madri con i figli in Paradiso ci capiamo al volo. Perché la differenza tra noi e le madri che i figli ce li hanno è che noi ci dobbiamo abbracciare per sentire i nostri figli, ci dobbiamo mettere le mani al ventre per sentirli ancora, andiamo tirando sospiri in continuazione perché abbiamo bisogno di ossigeno e solo loro possono darcelo. Quel figlio vive dentro la madre e ripara persino le cellule danneggiate. In breve: il figlio fa vivere la madre e, nei casi come il nostro, le fa sopravvivere. E allora grazie bambino mio, grazie perché chissà ora qualcuno si sentirà meno triste sapendo che il figlio non deve pensarlo in una bara ma dentro le proprie ossa. Io ti ho sempre pensato così. Nelle mie ossa, nel mio midollo, nelle mie vene. Tu sei il pezzo mancante del mio cuore che però si ricompone ogni giorno. Corri sulla Terra, lo ripari e poi vai di nuovo via. Ma prima o poi ti fermerai ed allora ti acchiapperò per non lasciarti andare mai più via. Buona giornata in Paradiso vita mia. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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