Lettera del 2 marzo 2026
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Buongiorno mio infinito amore. Eccomi qui, puntuale a scrivere la mia lettera d'amore, come ogni mattina. Per sempre ti scriverò fino a quando sarò sulla Terra. Le foto saranno sempre le stesse. Se Dio lo vorrà, condividerò con te i momenti di gioia che spero Dio vorrà riservare ai tuoi fratelli. Un giorno Francesco mi disse:"Mamma se un giorno mi sposerò e avrò un figlio, lo chiamerò Luigi. Luigi, non Luigi Mariano. Perché di Luigi Mariano ce n'è e ce ne sarà sempre e solo uno. Avrà tanti capelli e sarà bellissimo come lui. E tu lo amerai come ami noi." Quelle parole di tuo fratello le tengo custodite nel mio cassetto ordinario di vita quotidiana. La mamma che ha restituito il figlio al Cielo ha due cassetti. Uno pieno dei giorni vissuti col figlio amato e volato via. L'altro è colmo di speranza, di immagini di un futuro che avrebbe avuto e che potrà trovare realizzazione nelle vite dei fratelli. La mamma a metà tra cielo e terra indossa sempre due abiti al giorno. Uno macchiato di sangue vivo che sgorga dal cuore perennemente aperto e l'altro della bella presenza, quello che non deve suscitare compassione, quello che ogni mattina cuce su misura della giornata. E poi se ne va in giro truccata, pettinata e profumata a raccontare di come è faticoso togliere il sangue dal vestito del dolore. Però la tua mamma va anche in giro a raccontare che il figlio avuto e ridato fa meraviglie ogni giorno, che lassù c'è una città bellissima, come me l'hai mostrata ieri notte in sogno. Montagne dal colore rossastro, animali che zompettano allegri nei prati e che qui non esistono, un Cielo che quaggiù non raggiungerà mai un celeste così splendente. La perdita di un figlio o ti fa diventare pazza oppure ti dà saggezza. Quando ti muore un figlio sai con certezza che tutto intorno a te è cambiato. E questo avviene, ahimè, fondamentalmente per la madre. Ti metti nella pelle degli altri, soffri con chi soffre ma sai anche gioire con chi gioisce e ridere con chi ti fa star bene. La mamma che ha perso un figlio è una matrioska. Tu la guardi e ne vedi solo una, ma è smontabile, dentro di lei vive il figlio e dentro il figlio vive l'amore vero e dentro l'amore vero vive Dio. Come vede il mondo la madre che ha il cuore a pezzi? Vive con un piede sulla Terra e con uno in Paradiso. Ed è qualcosa che con le parole non si può dire. Per questo vi lascio immaginare. Che pure immaginare diventa atroce. Ma ricordiamoci tutti che c'è la risurrezione. Un giorno saremo tutti risuscitati. "Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna».(Giovanni 5, 21-29). Buona giornata in Paradiso anima mia diletta e prediletta da Dio. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.