Lettera del 20 Dicembre 2025
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Buongiorno amore mio infinito. Buon sabato. Oggi è 20. Ogni giorno è fare memoria dei giorni vissuti con te. Ricordo tutto perfettamente. Tuo padre mi sfotte dicendo che mi ricordo le date dei compleanni di tutti, del concepimento dei nostri figli, del nostro primo bacio e di tante altre ricorrenze ma poi non ricordo dove ho messo un documento o ciò che torna utile cercare in un dato momento. Il 20 dicembre di 4 anni fa venivamo dimessi dopo il primo ciclo di chemio. Tornavamo a casa tra paure, domande, smarrimento e lacrime. Io e papà. Tu no. Mai. Ti apprestavi a vivere uno dei tuoi ultimi Natali. Per me è un tempo di grande, immenso dolore. Sorrisi, auguri, brindisi, regali. E dentro il vuoto. L'abisso. L'atroce abisso. La voragine. Ieri ho conosciuto Lucia. Una mamma di Gravina. Una mamma come me. Suo figlio Giovanni l'ha lasciata il giorno di Capodanno di tanti anni fa. Ed è ogni giorno come il primo giorno dopo il funerale per Lucia. Lo sarà sempre per ciascuna di noi. I papà si nascondono quando piangono. Noi abbiamo bisogno di farlo ovunque. È un dolore che non passerà mai. Il tuo nome sarà l'ultima parola che pronuncerò quando lascerò questa Terra per venirti finalmente a raggiungere. Oggi è il mio ultimo giorno di scuola. I ragazzi faranno assemblea d'istituto e mi hanno chiesto di intervenire a supporto di una lodevole iniziativa che ti vede coinvolto. Nascerà una stanza d'ascolto nella nostra scuola. Porterà il tuo nome. Sarai la luce che li guiderà. Che meraviglia di ragazzi abbiamo al professionale. Sensibili, empatici, dolci, affettuosi. Quanto li amo! Buona giornata in Paradiso vita mia. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.