Lettera del 20 febbraio 2026

Buongiorno mio immenso e sconfinato amore. La pubblicazione del video nella giornata di ieri ha scosso animi e suscitato tante emozioni, è vero. Ho voluto condividere con chi ti ha amato e chi sta imparando ad amarti un aspetto del tuo carattere. Tra i messaggi privati mi è giunto uno in particolare che mi ha fatto sorridere. "Che bello, Nicla! Ha la tua stessa parlantina!". È verissimo. Luigi tu sei la mia fotocopia. Quando ero al liceo e dovevo studiare l'orale, giravo intorno al tavolo ripetendo la lezione. E tu facevi la stessa cosa. Giravi intorno a me che restavo seduta ad ascoltarti. E di tanto in tanto ti davo un bacio sulle labbra. Sai? Mi siedo ad ascoltare Francesco che espone la lezione in piedi di fronte a me. Lui così vivace ora sta fermo. Ricordi quando dicevi:"Ma stai un po' fermo Francé! Sempre ti muovi!". Nel letto dove dormivamo tutti e 5 stretti stretti d'inverno e buttati per terra sui materassi d'estate spesso lamentavi i movimenti agitati di tuo fratello che, da sempre, è stato un po' "cavallone" come lo chiamavamo noi. Beh, ora si è calmato. Sono sicura che guarda spesso il cielo per trovare serenità e pace nel cuore. Perché si parla sempre della mamma o del papà. E dei fratelli? Vogliamo raccontare cos'hanno nel cuore quei due ragazzini? Vedere il proprio fratello il giorno prima vivo e sorridente e apprendere da uno stato di whatsapp pubblicato da un amico in comune che tu eri diventato un angelo sarà stato il trauma più grande della loro vita. È così che Francesco è venuto a sapere della tua partenza. E quel giorno in tutti i modi abbiamo cercato di depistarlo io e papà perché volevamo dirgli di persona che tu ci avevi lasciato. Ed è così che è stato. Inginocchiata davanti a loro ho detto che tu eri diventato uno splendido angelo (lo so che gli angeli sono delle entità a parte) e non dimenticherò mai il calcio di Francesco al divano a casa di zia Valeria ed Emanuele che si strappò i capelli urlando e piangendo. Ecco Luigi! Da quel giorno io e papà abbiamo voluto solo donare serenità ai tuoi fratelli. Abbiamo insegnato loro che la vita è ancora meravigliosa perché se prima dovevamo aspettare che tu tornassi a casa per stare con te, ora tu sei con noi sempre. Che tu sei con loro a scuola, a calcio, in casa, mentre dormono. Che il Paradiso non è così lontano se lo vogliamo. Che basta mettersi in punta di piedi ed alzare lo sguardo al Cielo per ritrovarti. Che se vogliono possono parlare con te come facevano quando eri sulla Terra, tanto tu li ascolti e li guardi sempre. Ora osservate i miei figli. Sono due ragazzini sereni. Ci lavoriamo tanto ogni giorno e quando sono andata all'inizio in psicoterapia per farmi aiutare, la psicoterapeuta mi ha congedato dopo qualche seduta dicendo:"Vai serena Nicla! Sei troppo agganciata al cielo! Non hai bisogno di me. Sono io che ho bisogno di te." In realtà cara dottoressa amatissima tu mi hai detto una frase nel nostro secondo incontro che non dimenticherò mai. "Luigi è un essere supremo. Hai generato un santo.". Questa è stata la testimonianza più pura che potessi ricevere. Grazie amore mio. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra. Agli altri lasciamo l'immaginazione.

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