Lettera del 21 Dicembre 2025
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Buongiorno vita mia. Buona domenica tua e del Signore. Questa foto è del 21 dicembre di quattro anni fa. L'ho ripescata tra i ricordi che mi tengono in vita. Ogni giorno mi sveglio e ringrazio Dio per avermi fatto madre di un ragazzo destinato alla vastità del cielo. Avere un figlio è di per sé una gioia infinita. Se poi quel figlio è stato tanto desiderato, tanto cercato immaginate cosa trapassi il cuore della madre che, dopo aver lottato per averlo, deve restituirlo al Cielo. Ho dovuto. Ed ieri a scuola ho pianto. Grazie Mariateresa, collega dall'animo puro e generoso, per avermi portata fuori dall'aula, per avermi asciugato le lacrime. Mi era apparso un ricordo su Google foto. La foto tua con Babbo Natale barese, il nostro amico di reparto che ha sempre allietato ed ancora allieta i Natali di quei bambini. Ho provato una morsa allo stomaco. Non doveva andare così. Ho chiesto tante volte a Dio in quel periodo di malattia:"Dà a me mio Dio tutto quello che ha Luigi! Trasferisci tutto nel mio corpo! La voglio portare io quella Croce!". Quel 25 febbraio a te dava due ali il Signore e a me veniva strappato il cuore. Ora quel cuore cammina per il mondo a brandelli. Va dai tuoi fratelli. Sì nutre, si ricompone e poi, non appena è lontana da loro, si sgretola di nuovo. E così sarà per l'eternità. Fino al giorno in cui ti riabbraccerò. Oggi Emanuele partecipa ad un torneo. L'entusiasmo del tuo fratellino è meraviglioso. Lui che ti nomina poco, parla delle tue cose come di reliquie, il tuo telefono non lo tocca nemmeno, ti evoca raramente perché ha paura di stare male. Sì difende come meglio può. E Francesco? Il tuo compagno di giochi da sempre. Ha gli occhi umidi quando parlo di te, mi abbraccia e mi dice che sono la sua vita, mi protegge con i suoi 12 anni e mezzo da un dolore che non passerà mai. Per loro si attenuerà. Per me mai. Mi hanno mutilata quel giorno. Sono tua madre. Sono l'unica che soffrirà questo dolore atroce per tutti i Natali della sua vita. Perché nessuna separazione sarà più dolorosa dopo di te. Tu il mio fiore, io la tua ape. Come si fa? Ce la farò anche oggi. Buona giornata anima mia. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.