Lettera del 21 gennaio 2026

Buongiorno amore della mamma. Oggi il nonno Francesco compie 19 anni in Cielo. Era una gelida domenica quel 21 gennaio 2007. Nonno Francesco aveva contratto una banale influenza, ma la frattura al bacino, il suo corpo troppo esile, i suoi polmoni compromessi avevano reso l'evento funesto. È stato il mio primo lutto. Pensavo che non avrei sofferto mai più nella mia vita come allora. Poi sono diventata madre ed ho sperimentato il dolore più atroce. Nonno Francesco era così come il suo nome decanta. Buono, umile, generoso. Amava i bambini. Non sopportava quando le sue figlie rimproverano i suoi nipoti. Aveva un debole per me. Ero la sua piccolina. Una figlia arrivata inaspettatamente quando nonna credeva di essere in menopausa e lui quasi cinquantenne non aveva più metà dei suoi denti. Semplice coltivatore della Terra, amava riposare al sole sia d'inverno che di primavera. Mi portava a vedere l'alba al mare con il suo tre ruote. La vigilia di Natale ci portava al bar a mangiare il cornetto e a bere il latte caldo. A San Cataldo si metteva sotto braccio a nonna e camminava lungo il corso per poi concludere il giro al bar primavera dove io prendevo il cono al cioccolato con la panna. Quando studiavo all'università e ripetevo allo sfinimento per l'esame in programma lui ripeteva sempre:"Basta a studiare! Non si ara il giorno prima di raccogliere! Riposati! Esci un po'!". Era così genuino che raccontarlo in un post sminuirebbe tutta la sua essenza. Ti ha conosciuto in cielo. Spesso nonna vi ha sognato insieme, mano nella mano. Voglio immaginarvi così. Nonno e nipote abbracciati nell'eterno amore di Dio. Quando è salito in cielo l'ho subito sognato avvolto da una luce che qui sulla Terra non esiste. E sono certa che quel 25 febbraio sia venuto lui incontro a te per darti la mano, per non farti sentire solo e smarrito. Con lui la Madonna, Gesù e gli angeli. Ti hanno abbracciato e fatto sentire subito a casa. Quella è la vera casa. Torneremo tutti lì e saremo seduti sulla panchina della Gerusalemme Celeste a discorrere delle nostre vite e ad interagire con quelli che abbiamo lasciato sulla Terra. Ti ho amato, ti amo e ti amerò per sempre di un amore senza eguali. Tu che dicevi sempre "Mamma ti amo solo Dio sa quanto!", ora diGli che non devi lasciarmi mai come fai la notte quando vieni a trovarmi e ti riempio di baci. Come ogni notte, come ogni alba. Ti aspetterò. E danzeremo mentre tutti gli altri dormono ancora e sperano di sognarti mentre tu hai scelto di stare con me. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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