Lettera del 21 ottobre 2025

Buongiorno Luigi mio. Oggi farò visita a Saverio e alla sua mamma. Ieri alle 5 eri seduto sul letto di Antonella. Maglia rossa, jeans e capelli ricci. Volto serafico. Non è meravigliosa la libertà che nell'oltre abbiamo di andare da un luogo all'altro senza tempo e senza spazio? Come deve essere bella la tua città! Come devi essere felice ed appagato! Felice perché mi puoi vedere, sentire, abbracciare e baciare. Appagato perché hai tutto. Godi della luce eterna di Dio. E noi? Che vita facciamo? Corriamo a destra e a manca. Adempimenti, compiti, burocrazie varie. Però si devono fare. E con la gioia. Senza mai lamentarsi. Anzi ringraziando Dio per poterlo fare. Quando attraversi i corridoi dell'oncologia pediatrica anche la corsa dal meccanico perché la tua macchina ha deciso di non partire più ti rende felice. Quando senti l'odore del disinfettante, della stanza chiusa senza possibilità di aprire la finestra perché chiusa a chiave, anche il pantalone bagnato dalla pozzanghera schizzata da un'auto che non ti ha minimamente visto diventa un motivo per ridere e dire:"Che bella la vita!". Tu mi hai dato gli strumenti per sopravvivere. Tu e il tuo amore perfetto. Lo leggo negli occhi di tuo padre, il solo che mi sta aiutando concretamente a portare la Croce. Con lui il dolore atroce, sordo e per il quale nemmeno questi aggettivi rendono l'idea, diventa "sopportabile". Io guardo lui e lui guarda me. E ricominciamo ogni mattina dopo aver versato le nostre lacrime nel caffè nero bollente che ci deve mettere in moto. Seguimi amore mio. Io lo faccio con te. Portami ovunque. Io ti porto sempre e per sempre nella tasca in alto a sinistra. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.
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