Lettera del 23 febbraio 2026
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Buongiorno amore mio immenso. Oggi condivido per la prima volta una foto del 23 febbraio di due anni fa. In realtà tu non sai che te l'ho scattata. L'avevo fatta per Francesca, la mamma di Ivan, un bambino miracolosamente guarito da un neuroblastoma. Prego per lui. Farò pregare tutto il mio gruppo di Medjugorje. Guardatelo! Ho solo coperto il suo capo senza capelli. Luigi tu non volevi suscitare pietà. È per questo che io e papà ti avevamo comprato una parrucca dopo la notizia della recidiva a giugno affinché tu potessi vivere serenamente e frequentare la scuola, incontrare gli amici, uscire con noi per una pizza. Questa foto racconta la tua resilienza, parla della tua fiducia in Dio prima che in me e papà. Quel giorno, in tarda serata, costruisti un personaggio Lego da solo. Avevi la febbre, ti era tornata. Un nuovo batterio ti aveva colpito. Questa volta ci tremò la Terra sotto i piedi. Ma tu reagisti ancora una volta. Lo supererà di nuovo. Dio non lascia le cose a metà. E non le ha lasciate. No. Ieri sera si è conclusa la 47° edizione del Carnevale coratino. Hanno fatto volare una mongolfiera alla fine prima di decretare il vincitore. Ho pensato che volessi festeggiare con noi questa vittoria. Lassù è arrivato un pallone enorme con i quattro colori simbolo delle emozioni. Tu sei la sintesi di queste emozioni. Tu sei l'amore, la gioia, la speranza, la fiducia. Ascolta Luigi. Devo raccomandarti una donna. Tu sai cosa desidera. Ti supplico di intercedere per lei presso Gesù. E ti affido Patrizia, la mamma di Domenico. Una tragedia nella tragedia. Un cuore che ha smesso di battere anche per lei. Arriverò a questa mamma. Farò di tutto per incontrarla. Tu ci metterai lo zampino. Inebriami del tuo profumo anche oggi. Accoccola il mio cuore al tuo. Cosicché io possa anche oggi riposare dal dolore. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.