Lettera del 23 giugno 2026

Buongiorno vita mia. 23 giugno 2023. Una data palindroma. Ci rechiamo in ospedale. Tu ti sottoponi alla chemio di mantenimento. Va tutto bene Luigi. Vedrai che i medici smentiranno ciò che si  vedeva nella risonanza. Non c'è nulla che può turbare il nostro spirito. A mezzogiorno, quando la campana della chiesa rintocca l'ora solenne dell'annunciazione dell'angelo a Maria, i medici ci chiamano nella loro stanza. Luigi resta qui, mamma. Andiamo a sentire cosa di bello vuole dirci il dottore. Tardiamo a ritornare. Con affanno sali al primo piano, lì dove io e papà eravamo rimasti pietrificati dalla notizia terribile, atroce della recidiva. Come glielo diciamo? Io ho un malore. Sto per svenire. Mi piego in due. Lo stomaco sembra aver lasciato il posto ad un masso che rotola davanti al sepolcro della mia anima trafitta. Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Ecco, mi rivolgo così al Padre. Perché di nuovo? Perché ancora? Come dire a Luigi che dobbiamo ricominciare tutto daccapo? Tu entri nella stanza. I medici te lo dicono, come sanno fare loro. Non ti preoccupare per i tuoi ricci. Si diraderanno. Non cadranno. Saranno sempre lì , ricci e in ordine. Un'altra bugia. Un altro rospo da mandare giù. Lo fai con stoicismo. Non sei di questa Terra. In questa foto del 23/06/23 tu fai la tua e nostra chemio. Guardi i tuoi video preferiti su YouTube. Non sei turbato. Non ti preoccupare Luigi. Questa sarà la terapia che lo sconfiggerà completamente. Non temere. Non temo più nulla madre mia. Ora sono felice, guarito, libero e vado dove voglio io, dove mi manda Dio. Aspettami! Tienimi un posto. Fosse l'ultimo. Ma conservamelo! Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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