Lettera del 24 febbraio 2026

Buongiorno vita mia. Vigilia del tuo transito in Cielo. Papà porta a Bari Francesco ed Emanuele. Li avrei portati in giro per la città e lui si sarebbe occupato di te. Alle 14 il tuo respiro comincia a farsi corto e affannoso. Intanto io chiamo più volte papà per sincerarmi che tu stessi meglio. Non ti preoccupare. Goditi i piccoli. Luigi sta meglio. C'era la partita del Bari in TV. La prossima saremmo andati allo stadio a vederla tutti e 5 insieme. Il Bari gioca male. Al telefono dici al nonno con affanno che non era più da guardarla. Stava giocando troppo male. Profezia. Era l'ultima partita che avresti guardato con papà. Tu  stavi giocando gli ultimi atti della tua. Porto i fratellini a mangiare a Globo. Il cuore è pesante. Sentivo tutto il peso del tuo affanno. Ce l'avevo anch'io. Quel cordone ombelicale che ti aveva nutrito stava rilasciando sostanze dolorose nel mio corpo. Torniamo in reparto. I tuoi fratelli possono guardarti da una vetrata mentre i medici della rianimazione cercano di farti respirare meglio. Ti attaccano l'ossigeno. Tu sopporti tutto con un silenzio assordante. Il cuore mio e di papà comincia a rallentare. Siamo stanchi. Stanchi di vederti in quel letto. Stanchi di sentirti in silenzio. Ci apprestiamo a vivere l'ultima notte della nostra vita. Sono due notti che non dormo. Mi addormento 5 forse 10 minuti. "Che fai mamma, non vegli con me?". E mi viene in mente il rimprovero di Gesù ai Suoi discepoli nella notte nel Getsemani. Perdonami Luigi. Sono stanca. Avevo sonno. Dormi mamma, non ti preoccupare. Luigi ti sei preoccupato per me fino all'ultimo istante di vita. Ti amo mamma, ti amo papà, vi amo infinitamente. Le tue ultime parole. Oggi faccio memoria di un freddo sabato di due anni fa quando mai, mai, mai avrei pensato o immaginato di assistere all'espianto del mio cuore. Sì. A chi perde un figlio il cuore smette di battere. Poi la memoria del figlio amato sulla terra diventa il tuo quotidiano defibrillatore. Ti svegli al mattino e dici:"Ma è successo per davvero? Eppure stanotte eri con me." E così, alla mamma e al papà, piano piano, giorno dopo giorno, il tempo che è"un gran dottore" fornisce suole di cemento per restare attaccati alla terra ormai deserta e due ali imponenti per fare da spola tra cielo e Terra. Perché i genitori del figlio passato nell'oltre sono due funamboli, due equilibristi. Guardano su perché l'abisso che è sotto di loro potrebbe farli cadere. E chi ci pensa poi ai due figli della Terra? Viviamo per loro e teniamo il filo rosso con te, Luigi. Non lasciare mai quel capo. Trascinaci ogni giorno come aquiloni verso te e poi riportaci da loro perché chi mai dopo Dio li amerà così? Nessuno. Buona giornata in Paradiso, eterno amore della mia vita. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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