Lettera del 24 gennaio 2026

Buongiorno amore della mia vita. Oggi saranno celebrate le esequie della tua bisnonna. Sei andato a prenderla. L'hai guidata verso il cielo. Ora deve ambientarsi. Ci vorrà un po' di tempo. Poi avrà la sua collocazione, la sua mansione. Abile impastatrice e realizzatrice di cappelletti, me la voglio immaginare seduta dinanzi ad un'enorme madia che prepara il suoi corposi strascinati per tutti gli abitanti della Gerusalemme Celeste. Di nonna Cristina conservo un ricordo che ti riguarda. Non avevi i capelli per via della chemio. Lei non ti aveva visto fino ad allora se non col tuo cappellino Marvel. Mi guardò e disse:"Non ti preoccupare, è giovane, guarirà!". Come se con i suoi 102 all'epoca dei fatti avesse compreso la situazione che mai le fu rivelata. Neanche della tua nascita al Cielo è mai venuta a conoscenza. Io invece le dicevo tutto quando rimanevano da sole. Io con lei ci parlavo e pure tanto. E lei mi accarezzava il volto. Questo non lo sa nessuno. Ma io e lei quando eravamo da sole nella stanza dove passava il suo tempo allorché viveva dalla figlia parlavamo tanto. E seppur affetta da ipoacusia io usavo il labbiale o i gesti affinché la comunicazione avesse successo. Ora lo sai nonna quello che mi è accaduto. Ecco perché lunedì alla mia domanda:"Lo vedi Luigi?", tu  hai annuito con il capo. Tu Luigi lo vedevi perché era dietro di me. Tu Luigi lo hai visto perché dove vado io viene lui. Ed anche avantieri Mariano si guardava intorno alla mia domanda:"Dov'è Luigi?". Luigi è dove sta sua madre. Come Gesù che sta con la Madonna, Luigi sta con sua madre. E non mi molla. Perché lo sa che io vivo in sua memoria e sorrido alla gente anche se il cuore è a pezzi. E non devo dirlo a nessuno che dentro sono a metà perché non voglio compassione. La morte di una nonna di 105 anni è la natura. È ciò che vivo io ogni santo giorno che è contro natura. È la natura che un figlio veda la madre morire e non il contrario. Luigi tu mi darai anche oggi gli strumenti per sopravvivere. Lo so. La mattina devo piangere perché quelle lacrime sono le mie preghiere. E vado avanti con la certezza della vita eterna che un giorno Dio ci concederà di vivere insieme. Ora mi preparo per pregare, poi mi doccio, mi vesto, mi trucco e vado dai miei amori a scuola. Mi aspetta un esercito di giovani adolescenti con i loro sogni, i loro progetti, i loro problemi di cuore. Eh sì! Devo anche porgere l'orecchio ai loro quesiti rossi. L'amore...il motore della vita. E provo a risollevarvi dalle loro cadute. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma gioiosa in te che vivi in me. Ti seguo.

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