Lettera del 24 marzo 2026
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Buongiorno Luigi mio. Oggi ricordo quel 24 marzo di 9 anni fa quando Gesù mi apparve sotto le sembianze di un giovane medico dagli occhi verdi, dalla morbida barba castana e dai capelli ondulati mentre mi recavo in sala travaglio per l'ennesimo tracciato. Ero ricoverata da tempo ormai in quel di Bari. Avevo abbondanti perdite di liquido amniotico ma non sapevo cosa sarebbe stato di Emanuele. Quel medico che mi confessò poi di essere lì per caso mi aiutò a discernere. "Non pianga signora! Venga con me. La visito io. Ecco il suo bambino sta bene. Ha pochissimo liquido amniotico. Deve nascere massimo entro 48 ore." Quella notte non dormii granché. Aspettavo di parlare col primario per decidere insieme con lui il da farsi. Certo, far nascere un bambino in forte anticipo non è il massimo delle aspirazioni per una donna gravida. Ma io mi fidavo di quel medico e mi fidavo di Dio che ne aveva fatto il Suo tramite sulla Terra. Ricordo le ansie legate ad un parto di 31 settimane, immaginavo Emanuele, come sarebbe stato, come avrebbe vissuto il distacco dal mio cordone così precocemente. Mi sarei addormentata quella notte con molta fatica. I messaggi col tuo papà, le videochiamate a te e a Francesco. C'era anche questo. Il distacco di Emanuele dal mio cordone e quello mio da voi che non vedevo da tanti, troppi giorni. Ed ero lì da sola in quella stanza che condividevo con Sabrina Cortese, di nome e di fatto. Una donna gentile che, nonostante le difficoltà della sua gestazione, mi ha aiutato tantissimo e pubblicamente la ringrazio. Sono quegli angeli che il Signore ci mette accanto. Emanuele è stato un miracolo, lo è ogni volta che lo guardo e dico:"Come hai fatto a resistere a così tante intemperie?". E tu Luigi? Ti ricordi quando mi chiamavi di nascosto mentre ero in un letto d'ospedale e mi dicevi"Mamma mi manchi da morire. Quando nasce il fratellino così tu torni a casa?". Ed io poi piangevo dopo aver chiuso la conversazione con te al telefono ma dopo averti detto con una voce ferma e felice che presto sarei tornata da te e che non ti avrei più lasciato. Ora sei tu ad avermi lasciato. Come la mettiamo, Luì? Quando ci rivedremo? Quando potrò di nuovo guardarti negli occhi e annegare nel tuo sguardo nell'eterno amore di Dio? Vorrei avere una scala lunghissima per venire da te. Vorrei strapparti alle stelle e riportarti qui sul mio seno dove ti ho nutrito ed amato. Mi manchi Luigi. Dio solo sa quante lacrime verso di nascosto durante il giorno! Non abbandonarmi mai, ti supplico. Ti affido le mamme ed i papà della Terra. Custodiscili nell'amore genitoriale affinché ogni madre e padre crescano in santità i propri figli. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.