Lettera del 24 ottobre 2025

Buongiorno vita mia. Oggi è 25. Festeggiamo i tuoi 20 mesi in Paradiso. Sono passati così tanti mesi e mi sembra un'eternità. Dio mio dammi la forza anche oggi di stare senza Luigi. L'hai voluto con te. Ne avevi disperatamente bisogno. Ed io e Aldo? Anche noi ne avevamo disperatamente bisogno. Un giorno Te lo chiederò. Ti chiederò perché. Certo, un soldato di Cristo come nostro figlio è indispensabile in un mondo dove ogni giorno ci arrivano richieste di preghiera di intercessione. Come ieri. Un altro ragazzo. Un'altra giovane vita che deve fare i conti con la sofferenza piuttosto che con un pallone o una lezione in classe. La vita è il purgatorio. A chi pensa di potercela fare da solo io dico che non è possibile. L'uomo è debole come una canna al vento. Noi siamo fragili, imperfetti, perituri ma l'anima no. L'anima è perfetta quando si presenta davanti a Dio, giudice supremo ed indiscutibile. Luigi hai chiuso gli occhi 20 mesi fa a questa vita dolorosa per riaprirli in cielo lì dove è iniziata la vera vita. Ieri ero in macchina. Stavo guidando. Sento una voce. La radio era spenta. Non amo guidare con la musica. Mi accorgo che dal telefono era partita una voce. Un estratto di un film che io non conoscevo. E quella frase ripetuta più volte:"Non lasciarmi solo questa notte." Cosa volevi dirmi? Tu comunichi con me così. Col cellulare. Sei energia purissima ed imperitura. Non ti ho mai lasciato solo. Aprivo il divano letto destinato a noi mamme dell'oncologia ma non ci dormivo mai. Testimoni le tante infermiere che ti hanno conosciuto. Teresa, la tua infermiera del cuore, Mariangela dolcissima e col sorriso più bello del policlinico. E le volontarie? Felicia con il suo accento particolare che ti faceva sorridere. Mi avete mai vista dormire in quel divano letto? No. Dovevo stare attaccata a te Luigi. Tu dovevi sentire il battito del mio cuore ed io il tuo. E viaggiare all'unisono con lo stesso battito. Quel battito che è stata la tua ninna nanna per 9 mesi, quel tam tam che ti ha cadenzato le 42 settimane di vita nel mio grembo. Cos'è la madre che ha visto morire il proprio figlio? È morta con lui quel giorno. E rinasce ogni giorno per gli altri figli. Ogni mattina si sveglia una nuova Nicla, pronta a dare vita ad un ennesimo capolavoro: la sua vita rimaneggiata e che rinasce dalle ceneri, come fenice, come Spirito vivo. Buona giornata grande amore della mia vita. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma di quaggiù. E di lassù per te che vivi e regni nella mia vita fino alla fine dei miei giorni terreni. Immaginate! Che Dio non abbia mai da far provare ad alcuno il dolore più atroce che vivo io con Aldo ogni giorno.
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