Lettera del 25 gennaio 2026

Buongiorno vita mia. Buona domenica e buon 23° mese in Paradiso. 23 mesi in cui ho imparato che si può fare tanto anche con un braccio. Ho appreso l'arte della sopravvivenza, ho sviluppato l'abilità della sopportazione...perché mica devi sopportare solo il dolore del cuore. Deh, quanto è dura la salita! Ma quanto è bello lo spettacolo che ci attende sulla vetta della vita. Sì, la vita è una montagna. La scaliamo. Di tanto in tanto ci fermiamo, ci riposiamo, poi riprendiamo il cammino e incidiamo, spediti verso la meta. Ti vedo in lontananza. Dio quanto sei bello! Che veste luminosa che hai! Ed i tuoi ricci? Come sono lucenti! Mi sorridi, le braccia sono chiuse. Non mi vuoi ancora con te. Me lo hai detto 23 mesi fa allorché ti sognai. Era trascorsa una manciata di ore dalla tua partenza. Non riuscivo a dormire. Ero stretta al petto di tuo padre. L'emicrania, la bestia, mi affliggeva. Dovevo sopportare pure lei! Erano le 5 del mattino. Ti implorai. Ti prego Luigi fammi passare l'emicrania. Fammi dormire anche solo per un'ora. L'indomani avrei dovuto reggere il peso degli sguardi di pietà su di me. Mi addormentai. L'emicrania sparì. Ti sognai. Avvolto da una luce che qui non esiste. Prendevi l'ascensore. Aspettami salgo con te. No mamma. Tu non puoi venire con me. Sono guarito. Sto bene. Sì. Va bene. Mi manchi anima mia. Nessuno può capire, neanche immaginare. Solo le mamme come me. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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