Lettera del 25 maggio 2026

Buongiorno amore mio. Buon 27° mese in Paradiso. Oggi è 25. Un giorno solenne. Veniva alla luce un bambino che sarebbe diventato uno dei Santi più amati al mondo. San Pio. Quel Santo che tu sognasti tra il terzo ed il quarto ciclo di chemio e che ti volle dare il suo numero di telefono. L'ho sognato anch'io in quel periodo. Era ad un bancone con dei fascicoli tra le mani. Papà si era messo in coda per avere un colloquio col frate
 ma Padre Pio gli fece cenno con le mani di avere pazienza. Col senno di poi capisco cosa avesse voluto dire San Pio. La pazienza di cui parlava era quella che avremmo dovuto avere durante i due anni della nostra malattia. Non dico tua. Ma nostra. Quando un bambino si ammala, si ammala tutta la famiglia. Tutti i componenti vivono il calvario. Gesù portò la croce ma dietro di lui i Suoi discepoli. Oggi faccio memoria di quel 25 maggio di tre anni fa con questa foto. Con aria polemica reclamavi un fallo durante una partita al campetto con tuo fratello. Le mani tese verso il basso, quell'aria imbronciata come quando in sogno mi vieni a dire che non devo più preoccuparmi per te, che stai bene e che niente può più turbarci. Ieri abbiamo trascorso una piacevole domenica con tanti bambini ed i tuoi fratelli si sono divertiti un mondo a fare i percorsi e a giocare a calcio. Tutto in loro funzione. Oggi come ogni giorno ti chiedo il dono della pazienza e della perseveranza. "Prega e spera, non agitarti. L'agitazione non giova a nulla. Iddio è misericordioso e ascolterà la tua preghiera."(San Pio). Buona giornata vita mia. Con la certezza che mi ascolterai. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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