Lettera del 26 agosto 2026
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Buongiorno amore mio. È dura dover rispondere a certe persone. Com'è morto suo figlio? Cosa importa la causa? E a chi non sa che ti ho lasciato andare da quella parte vengono i brividi..."Signora, cambiamo discorso che solo al pensiero mi vengono i brividi!". Ed io devo giustificare quasi il mio stato di perfetta serenità. Sì. Giustificare. È giusto che la madre accoltellata al cuore stia bene quanto quel figlio che non ha più tra le sue braccia. Quelle braccia che ti hanno tenuto in braccio quando sei nato, ti hanno sollevato da terra quando hai messo i primi passi, ti hanno abbracciato quando tornavi dal day hospital, tu hanno aiutato ad alzarti dal letto quando le forze erano ridotte. Sono io a dover giustificare oggi e sempre il vostro imbarazzo se mi guardate negli occhi e quasi li rifuggite. Perché solo immaginare fa venire i brividi. Ma io voglio vivere con quei brividi addosso. E voglio farlo adesso, domani e per sempre. Tu mi hai insegnato come si deve vivere. E se vivere a metà può essere tutto, allora vivo a metà, sospesa eternamente tra quello che era la mia vita con te e quello che è ora la mia vita senza di te. Ho imparato ad indossarlo questo dolore come si fa con un vestito nuovo. Ogni volta è come la prima volta. Lo infili, ti guardi allo specchio e dici:"Wow, come mi dona!". Ti ho sognato. Mi hai detto che ciascuno di noi è responsabile delle proprie azioni e che ciascuno di noi ha il dovere di prenderne atto. Un sogno profondo che io ho interpretato come un invito a non avere paura di vivere, ad avere il coraggio di fare delle scelte, a non temere. Sei straordinario in Terra ed in cielo. La tua santità è conclamata. Il Paradiso è ciò che meritavi. Ciò che legherai sulla Terra sarà legato in cielo e ciò che scioglierai sulla Terra sarà sciolto in cielo. Buon Paradiso vita mia. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.