Lettera del 27 febbraio 2026

Buongiorno vita mia. Grazie per averci accompagnato ieri in quel reparto di dolore ma anche di speranza in cui abbiamo vissuto due anni della tua straordinaria e breve vita. Abbiamo incontrato i medici che ti hanno curato per la cerimonia di donazione del ventilatore che la nostra associazione ha donato al policlinico. Si tratta di un ventilatore non invasivo destinato a supportare la respirazione difficoltosa dei piccoli degenti per evitare di trasferirli in rianimazione ed intubarli. Tu hai sofferto tanto quella notte, la tua ultima notte sulla Terra. Ed ho pensato a te in quel momento. Ho avuto con papà la tua stessa forza ed il tuo stesso coraggio nel varcare quella soglia. Dovevo onorarti. Dovevamo farlo io e papà perché tu ci hai insegnato che vengono prima gli altri di noi stessi, che non dobbiamo mettere l'io davanti a noi ma Dio. E Dio è in ogni persona che soffre e che incontriamo sulla nostra strada. La preghiera comunitaria è quella che deve sostenere il nostro cammino terreno. Vogliamo aiutare gli altri. Vogliamo essere un faro di speranza, un barlume di luce nel buio della notte. Non c'è istante in cui io non celebri la tua esistenza. Santa vita. E santo il mio grembo che ti ha generato. Santo il seme di tuo padre che è stato impiantato nel mio ventre. Tu sei il miracolo vivente delle nostre vite. Cinzia è stata con noi ieri. E la ringrazio pubblicamente per averci sostenuto. E sì. Io e papà avevamo bisogno di una mano che stringesse la nostra. E c'era la tua manina vellutata al sapore di pesca che accarezzava la nostra. Grazie figlio mio. Anche oggi inneggerò il tuo nome. Anche oggi saprai stupirmi come nei sogni. Eri in ospedale. Non so di quale città. So solo che mi annunciavi che un ragazzo peruviano ed uno giapponese erano guariti dal cancro. E me lo dicevi con una gioia indescrivibile. Allora è proprio vero che vai in giro per il mondo. Il mio adorabile viaggiatore. Buon lavoro in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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