Lettera del 27 marzo 2026

Buongiorno anima mia. Ti porto con me, nei miei gesti, nelle mie parole gentili. C'è tanta cattiveria. Tanta. Tante parole che uccidono più dei gesti. Ma noi dobbiamo seminare anche nel dolore. Chi miete nel pianto raccoglierà nella gioia...Questo mi insegni tu ogni giorno. Perché bisogna passare attraverso la malattia, la sofferenza per capire che ogni giorno è un giorno dedicato a Dio e pertanto va vissuto nella gentilezza, nel garbo, nella tolleranza, nella condivisione, nel rispetto. Se tutti imparassimo a guardare l'altro come se avessimo Gesù davanti...deh, come sarebbe paradisiaco vivere quaggiù. Ci vuole coraggio ad essere gentili. Tu ci insegni le buone maniere, la dolcezza, la resilienza, la resistenza, il coraggio, la forza, la fede. Tu ci apri una porta al Paradiso sulla Terra, ci mostri come un tumore può diventare un'occasione per trasformare l'esistenza. Hai combattuto, hai avuto il coraggio di vivere nella malattia sapendo che la stessa è un'occasione per aprire nuovi orizzonti felici. Quando pensate di essere soli, è proprio allora che Dio vi tiene in braccio. Le vostre orme sono accompagnate dalle Sue. Non pensate che sia un Dio lontano, straniero, estraneo. È lo stesso Dio che ci ha chiamati per nome, lo stesso Dio che ha disegnato la vostra storia. La nostra vera casa è il Cielo. Tu Luigi sei tornato lì dopo avermi insegnato l'amore vero. Ora so cosa devo fare. So come devo procedere. E se piango sappi che subito dopo io ti chiedo scusa. Ma quelle lacrime sono fertilizzante e c'è gente che ha bisogno della mia sofferenza perché da essa possa scaturire una gioia. Caro Gesù Ti offro il mio dolore anche oggi. Il dolore per la tua assenza fisica è devastante, ma c'è tanta speranza nel mio cuore. Come ieri sera quando le cose per la nostra nazionale di calcio si stavano mettendo maluccio ma tuo fratello disse:"l'Italia segna al 56°". È così, nel giorno del suo compleanno Tonali ha segnato al 56°.  Perché è un bambino ed è pieno di speranza, come ogni bambino dev'essere. Sorridevo dietro le quinte. Ieri sera il tuo papà agitato come al solito quando gioca l'Italia parlava con i giocatori come se potessero ascoltarlo e ricordavo il tuo compartecipare alla sua patriottica tifoseria. Insieme vi siete guardati tutte le partite delle vostre squadre del cuore. Non lo lasciavi mai solo sul divano. Sente tanto la tua mancanza. Il nostro juventino del cuore. Buona giornata in Paradiso. Impariamo da te anche oggi. Io la tua prima discepola. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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