Lettera del 28 marzo 2026

Buongiorno amore mio. Buon sabato del villaggio anche lassù. E mi sovvien la poesia di Leopardi, il sabato che è la gioia dell'attesa e la domenica che è l'immagine del tempo maturo. Tu sei il mio eterno sabato. Quanto amo questo giorno della settimana perché annuncia la domenica, giorno dedicato a Gesù , a te, al riposo, al tuo papà e ai tuoi fratelli. Oggi parteciperemo alla messa delle Palme. Ci raduneremo nell'atrio della nostra parrocchia e agiteremo in alto tanti rametti di palma e d'ulivo. Gesù entra nella città santa, acclamato dalla stessa folla che lo crocifiggerà. Ho ripescato questa foto del 28 marzo di tre anni fa. Che meraviglia! Avevo preparato i miei panzerotti. Sai Luigi? Li preparo ancora, una volta a settimana. Sono diventata ancora più esperta. E lassù, chi cucina i panzerotti? Chi ti prepara la bolognese che tu ami tanto? E la pizza margherita con il basilico al centro? Chi ti massaggia i piedi prima di addormentarti? Chi ti stringe al petto affondando il viso nei tuoi morbidi e profumati ricci castani? Come farò senza di te anche oggi? Ieri ho tenuto gli incontri scuola famiglia. E pensavo a te. Cosa mi avrebbero detto i tuoi professori? "Signora è un angelo di ragazzo!". Non ho dubbi. In questa foto ti guardo e penso alla tua voglia sfrenata di vivere nonostante il catetere che portavi al braccio destro nascosto dalla tua maglia verde. Quella maglia la conservo gelosamente. Non ti sei mai lamentato . Convivere con un picc per due anni e due mesi (te lo sfilarono dopo che chiudesti gli occhi al sonno eterno) senza mai battere ciglio, ironizzando sulla tua malattia, trasformando il malumore giustificato in perenne gioia, questo fa di te un santo. Mai un lamento. Mai. Ogni giorno era da festeggiare. Ogni giorno hai regalato sorrisi e speranza. Sono anch'io così. Io e te due gocce d'acqua. Ti seguirò anche oggi nuotando nel tuo mare. E sarà dolce perdermi tra le onde del tuo cuore innamorato perso della tua mamma. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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