Lettera del 28 ottobre 2025
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Buongiorno eterno amore mio. Ieri sono andata a visitare la casa del tuo corpo. Ora hai una lapide bellissima con una foto che ti ritrae in tutto il tuo splendore. Ma non sei lì. Solo che, giunta al campo R dove riposa il tuo corpo, sono scoppiata a piangere. Ma questa madre chi la capisce? Dentro sono morta. Vorrei urlare il mio dolore. Non tutti possono capire. Solo le madri come me. Quanto detesto le feste! Si avvicinano. I brividi addosso. Metto una maschera e recito la parte più assurda. Sì. Il teatro dell'assurdo. Auguri! Buone feste! Le frasi di circostanza. Cosa facciamo? Dove andiamo? E la frase che più detesto:"Cosa mangiamo?". Sarà che io non ho mai fame. Che mangio per sopravvivere. Che cucino per loro e lo faccio sempre con immenso piacere e amore. La madre che ha perso il figlio ha perso il contatto con la realtà. Sotto i piedi non ha più il terreno. Sotto i piedi ha le nuvole e si sente leggiadra. Non è attaccata alla materia perché il figlio non lo è più. La madre che ha il figlio in Cielo fa discorsi del cielo. La madre che ha il figlio in Cielo non è capita. È l'incompresa per eccellenza perché gli altri vorrebbero intessere con lei discorsi ordinari che, ahimè, non potrà più fare. La madre del figlio in Cielo è come il vetro: duro ma si frantuma in mille pezzi se cade. Quant'è difficile avere a che fare con la madre che è morta col figlio quello stesso giorno. Sì va avanti? Andate avanti voi. Io voglio rimanere al 25 febbraio 2024 perché ogni giorno sarà per me sempre il primo giorno dopo quello della sua salita in cielo. E non giudicatela la madre del figlio in Paradiso. Ce l'avete davanti ma è diafana. Buona giornata amore grande della mia vita. Se reggo è solo per i tuoi fratelli e tuo padre. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. Ti affido due ragazzini di 13 anni che combattono contro il male. La tua mamma eterna della Terra. Agli altri lasciamo l'immaginazione perché solo l'idea fa tremare.