Lettera del 29 aprile 2026
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Buongiorno amore mio. Come va? Sì, lo so. Sei molto impegnato lassù. Ognuno ha una missione in Terra ed in cielo. Mi procura una strana ed inspiegabile gioia l'idea che la vita dopo la morte sia così straordinaria e piena al punto che la paura della morte diventa trepidante attesa ed è accaduto così che ieri una dolcissima mamma era particolarmente triste perché sua zia sta morendo. Le dissi:"Ma dopo c'è il Paradiso e sarà solo un mondo di pace e gioia!". Ma quanto dolore produce la nostra corporeità, il nostro essere fatto di sensi! Noi non siamo solo corpo, siamo anima, coscienza, energia. E se è vero che chi rimane stride dal dolore, è anche vero che chi ci lascia vive nella gioia. Quando stavo morendo per un'emorragia dopo il parto di Emanuele ho lasciato il mio corpo ed ho visto che cosa stavano facendo i medici. Ricordo solo un prato verde bellissimo ed una sensazione di felicità che qui sulla Terra non esiste. E poi vidi mio padre e gli chiesi di poter restare con lui, ma mi cacciò dicendomi che non era il momento. Ecco, Luigi...io so che tu mi verrai incontro quel giorno. Il mio amore per te sarà celebrato ogni giorno. E le foto? Sì, saremo sempre io e te. Tu rimasto eternamente giovane ed io invecchiata, con le rughe che saranno le cicatrici del mio riso, delle mie lacrime, delle tante domande che mi sarò posta nel corso del tempo. Mi chiedo cosa sarebbe stata la mia vita senza questo sentimento purissimo che lega la madre al figlio! Nasce da un seme, attraversa le cellule, si radica nel cuore, lì pone le fondamenta della sua casa. E quel cuore che lo ha nutrito d'amore e di pace viene ad un certo punto schiaffeggiato dall'atrocità più inaudita. Eppure continua a pulsare sangue. Eppure continua a sperare, ad amare, a vivere. Ti porto con me in ogni angolo di Paradiso che ho già costruito sulla Terra. Troppe cose futili. Non mi interessano. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.