Lettera del 29 gennaio 2026

Buongiorno amore grande, amore mio. Oggi voglio celebrarti così, con questa foto. Ci eravamo ricoverati per il tuo ultimo ciclo di chemio prima della rivalutazione. Avevamo chiesto un piccolo favore all'infermiera del tuo cuore Teresa. "Possiamo ricoverarci al secondo piano? È il nostro ultimo ciclo di chemio. Vi prego!". Teresa fece di tutto perché avessimo una stanza in quella parte del reparto dove c'era più luce e, dicevi tu," c'è più movimento". A conclusione del ciclo di terapia, terminato il 31 gennaio, eri finalmente libero da flebo e pompe e un'animatrice bussò alla porta per chiederti di partecipare ad un laboratorio di creazione delle mascherine di carnevale. "Mamma non ho proprio voglia di fare le mascherine. Giochiamo io e te? Se entrano di nuovo dì che sono in bagno.". Ed invece di chiuderti nel bagno ti nascondesti nell'armadio per farmi ridere. Mi manca il tuo lato ironico con cui guardavi le cose. Sempre sorridente anche quando a me veniva da piangere e non potevo farmi vedere così da te. Mi lasciavo avvolgere dalle tue braccia quando mi chiedevi di sdraiarmi accanto a te nel letto. "Mamma  guardiamo un film?". "Mamma vuoi vedere come gioco a Stumbleguys?". Ero attaccata a te in quel letto. Sentivo solo l'odore della tua pelle. Prendevo i tuoi piedi tra le mani e li massaggiavo con  crema idratante. La mattina tu dormivi ed io recitavo il rosario accanto a te. Siamo stati uniti fino all'ultimo. L'uno non poteva fare a meno dell'altra. "Mamma dove sei? Quando torni? Mi manchi!". "Sono a due passi da te, amore. Sto preparando il pranzo per te in cucina. Arrivo.". "Fai presto mamma. Non posso stare senza te." Ed io ora? Ed io che faccio ora Luigi? Tu mi manchi e sto facendo a pugni con il dolore. Ogni giorno. Ogni ora. Ogni minuto. Ogni istante. Ma tu lo sai. E so anche che quando mamma piange tu fai rumore. Ieri ho sentito chiaramente qualcuno che alitava su di me. Ero sola. Non c'era nemmeno il cane. Eri tu. Lo so. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna.

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