Lettera del 3 gennaio 2026

Buongiorno amore mio. Ti ho sognato ieri notte con Saverio. State bene. Saverio era accanto alla sua mamma e al fratellino. Ti chiedevo "Saverio dove vai?". E tu sorridente mi dicevi:"Vado al parcheggio numero 3". Ho raccontato il sogno alla sua mamma. È ancora tanto arrabbiata. Ha ragione. Lo ero anch'io all'inizio. Poi un sacerdote mi disse che era normale provare rabbia come un figlio che si arrabbia con suo padre se subisce un'ingiustizia. È lecito provare tutti questi sentimenti. Siamo canne al vento. Siamo fragili. Crediamo che chiedendo i miracoli e pregando incessantemente si ottengano solo per essere stati perseveranti e insistenti. Tanti sono miracolati e nemmeno se ne accorgono. La gratitudine sembra essere solo la conseguenza diretta di un risultato felice conseguito. E mi viene in mente quella pagina del vangelo in cui Gesù racconta di quell'unico lebbroso dei dieci guariti che sulla strada di Gerusalemme tornò indietro per ringraziarlo...ed era un samaritano, uno straniero. La fede, la gratitudine, la riconoscenza anche quando "Non tutto va come vorremmo", anche quando la Sua volontà non è la nostra. Lo capiremo o forse mai, non lo so. So solo che chi soffre sulla Terra sta già facendo il purgatorio e non vedo l'ora di stare con Gesù e con mio figlio. Tuttavia so che sono ancorata a questa Terra e che ho una missione. I miei figli adorati, il mio sposo, mio figlio che sta in cielo ma anche in Terra. Voi mi aiutate ma sono io che devo aiutare voi, figli miei! La madre è il centro della Terra, mette i figli prima di sé stessa. L'ho sempre fatto. Sempre lo farò fino a quando non avrete più bisogno di me. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna.

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