Lettera del 3 maggio 2026
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Buongiorno amore mio. Buona domenica tua e del Signore. Si ha paura della morte. Tutti abbiamo paura di morire perché è l'incognita più grande della nostra vita. Ma fa parte del ciclo vitale e sembra essere la cosa più naturale quando si affronta questo argomento. La frase "Prima o poi tutti andremo di là" ora quasi ti fa felice. Perché io di là ho te e staremo così bene in quel pezzo di cielo, finalmente riuniti in corpo ed anima. Sapete come mi sento ogni giorno? Come una sopravvissuta. Ti muore un genitore ed è la natura, ti muore un figlio e non si prova dolore, ma si diventa dolore. E pensi che gli altri ti possano capire, ma non tutti ci riescono. Anzi non tutti possono. Lo dico senza remore, ma io sto sopravvivendo in nome di questo figlio celeste e dei miei figli terreni. I loro desideri sono tutto ciò che mi resta per far continuare a vivere te. La tua vita si è interrotta quando ancora tutto doveva iniziare. Ed una madre ed un padre che vedono il proprio figlio inerme, senza vita in una bara non provano più dolore, perché incarnano il dolore per antonomasia. La madre diventa la pietà, il padre l'Abramo che sacrifica il proprio figlio per ubbidire a Dio. Ed è così che, giorno dopo giorno, entrambi stanno in piedi. Li vedete, sono energici, curati, sorridenti, simpatici e pure scherzosi, ma dentro una parte di loro è morta col loro bambino. Luigi tu ci devi promettere che non ci abbandonerai mai. Io, papà ed i tuoi fratelli sentiamo da impazzire la tua mancanza ed è ogni giorno più atroce, ma ce la stiamo cavando perché tu dal cielo e noi dalla Terra teniamo il filo rosso che ci unisce. Aiutami a respirare perché spesso sembra che non arrivi l'aria nei polmoni. Buona giornata in Paradiso vita mia. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.