Lettera del 30 gennaio 2026

Buongiorno amore mio. Anche Luigi è tornato alla casa del padre. La sua Ezia spesso mi ha chiesto di pregarti affinché i suoi dolori fossero alleviati. Ora ha raggiunto sua moglie. Sono di nuovo insieme, in una dimensione familiare, non lontana da noi, solo trasformata. È dolce pensare che l'amore sia il continuum tra cielo e terra. Un filo che non è più così invisibile visto che fate tanto rumore da lassù. Ho sperato nella sua guarigione, ma Dio disegna le nostre vite ancor prima che noi veniamo al mondo. Sì. Io non potevo averti, ma ti ho avuto e fra due giorni sono 16 anni da quel test di gravidanza che mi diceva "incinta 3-4 settimane". Dio aveva disegnato la tua vita. Ti ha inviato sulla terra perché io impazzissi d'amore per te. Impazzisco ancora d'amore per te. Impazzirò sempre d'amore per te. E sì, mi vedete sorridere, salutare la gente con voce squillante, camminare con gli occhi accesi e lo sguardo al cielo, mi incrociate sulle vostre strade ed io sorrido perché Luigi mi ha insegnato che la vita è meravigliosa, mi ha fatto sua apostola in Cristo. Piango? Sì, la mattina. Sorrido? Sì, sempre, anche dopo aver pianto. Può la mia disperazione portarmi indietro mio figlio? No. Può solo imprigionarlo nella mia egoistica rete di dolore e di sofferenza. Luigi non vuole. I vostri figli in Paradiso non vogliono vedere le loro madri ferme al venerdì santo. Gesù è risorto. Risorge ogni giorno. Che non significa non sentire la mancanza, guai a chi solo lo pensasse anche solo per un istante. Andare alla risurrezione significa credere in ciò che Lui ci ha promesso. "Vado a prepararvi un posto." E voglio stare in questa Sua promessa. Ed ora andiamo Luigi, un'altra giornata in cui rinnoviamo il nostro "Sì, eccomi!". Sia fatta la Tua volontà, Signore. Non lasciare che il mio piede vacilli. E se vacillo, tu sostienimi! Buona giornata in Paradiso, vita mia. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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