Lettera del 30 marzo 2026
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Buongiorno amore mio infinito. Buon inizio di settimana. Settimana santa. Sai? Quand'ero piccola aspettavo con ansia più la Pasqua che il Natale. Non avevo sviluppato sicuramente ancora la consapevolezza del significato di questo che è il periodo più importante di tutto l'anno liturgico, ma ero così, irrefrenabilmente attratta da questo momento. Seguivo con devozione la processione della Madonna Addolorata, svegliandomi di mattino presto alle 4,30 per "vedere uscire la Madonna". Poi nonna Altomare seguiva la processione e ad un tratto ci staccavamo perché doveva stendere il lenzuolo bianco con la coccarda nera in segno di lutto al passaggio della statua sotto il suo balcone. Ricordo nonno Francesco che piangeva. Mi confessò un giorno che pensava alla sua mamma. L'aveva persa che aveva solo 11 anni. E di lui parlavamo ieri a tavola con zia Angela. E la sua foto che ho sull'altare scivolò posandosi delicatamente ai piedi di tuo padre. Ecco cos'è la vita eterna. Sono serena. So che mi senti. So che ci sei. So che mi segui, mi ami, mi coccoli dal cielo. Non ci sarà mai amore più grande. Mai. E continuo a cantare il mio amore per te fino alla fine dei miei giorni. Sarà bellissimo quel giorno. Ne gusto l'attesa ma restando fermamente ancorata alla Terra dove ogni giorno faccio la mamma. Cosa avresti fatto ora? Saresti stato un bellissimo quindicenne innamorato della tua mamma e del tuo papà, impegnato nello studio, nel calcio, nelle tue passioni. So che lassù cresci in modo analogo. Sei diventato ancora più alto e più bello. E sì. Chi ha Dio nel cuore è più bello. Perché risplende di quella luce che libera il cuore dalle angosce, dalle paure, dai processi tumultuosi della contingenza terrena. Io vivo già così. Vivo di luce riflessa. La tua. Ho la tua mano che stringe la mia perennemente. La sento. L'avverto. Sei tutto il mio mondo. Buona giornata in Paradiso anima mia. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna.