Lettera del 31 gennaio 2026
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Buongiorno vita mia. Torniamo a casa...per l'ultima volta. 31 gennaio 2024. Siamo in dimissione. Ci rivediamo per il day hospital. Nessuno poteva immaginare. Tutto andava bene. I ricordi sono assassini. Arrivano senza chiedere il permesso. Ti perforano lo stomaco. Una lama dritta al centro del cuore , lacerante, tagliente. Ho pianto ieri a scuola. Mi hanno aiutato alcuni colleghi che mi hanno abbracciata. Non è debolezza dello spirito, ma della carne. I tuoi occhi grandi e profondi, le tue mani vellutate al sapor di pesca, le tue gambe che stendi sulle mie, i tuoi piedi lisci e piccoli tra i miei. Sei stato il mio principe che ho servito e riverito. E tu mi ringraziavi con un bacio sulla fronte. Mamma devo fare pipì. Grazie mamma. Mamma mi manchi solo Dio sa quanto! Luigi sono qui mamma. Arrivo. Risuonano le tue parole, la tua voce bianca ancora da bambino. Te ne sei andato in cielo puro. Nemmeno il primo bacio hai dato! Te ne sei andato con un 38 di piede mentre tuo fratello alla tua età porta già il 41. Che numero avresti portato ora? Come ti saresti vestito? Cosa avresti fatto dopo lo studio? Quando muore un figlio, muore il futuro che tu madre, tu padre avevate immaginato per lui. Non ci saranno messaggi da leggere sul cellulare, chiamate per comunicare che "rientrerò più tardi mamma". La mamma che ha perso il figlio cammina con le stampelle che nessuno vede, si alza la mattina con il cuore a pezzi e con i polmoni occupati dal dolore, infila una maglia, un pantalone, le scarpe di suo figlio perché anche lei porta 38 e va a lavorare. Cucina la sera e prepara ciò che piace ai figli della Terra ma con lo sguardo a ciò che piaceva a lui. La sera si addormenta presto e prega che il proprio figlio non le dia buca all'alba. La mamma a cui è morto il figlio è morta pure lei lo stesso giorno ma molti continuano a trattarla come se non le fosse accaduto nulla. Ed invece le è accaduto il male più terribile, quello che fa impazzire ogni mamma al solo pensiero. "Mai sia! Io non vivrei più se accadesse qualcosa a mio figlio!", le sento dire. Non sono diversa dalle altre mamme. Sono una mamma che resta in piedi perché l'amore di una madre è l'unico che non conosce la parola fine. Andiamo Luigi. Che se sto in piedi è grazie s te. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.