Lettera del 4 giugno 2026;
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Buongiorno vita mia. Come oggi 3 anni fa Francesco riceveva la sua prima comunione. Eccoti ritratto con i tuoi fratelli in quel giorno di felicità indicibile e di attesa di una rinascita che, come il rivo di montaliana memoria, veniva strozzato da un destino infame che ti avrebbe concesso solo una manciata di mesi ancora sulla Terra. Ogni giorno di nascosto verso lacrime amare. Io sono tua madre. Io sono la tua genitrice. E non chiamatele tutte madri. Perché ogni giorno penso alla bestialità di quella donna che ha massacrato sua figlia, alla cecità delle istituzioni, all'omertà dei parenti che hanno visto e hanno taciuto. Piccola Bea, cosa non avrei fatto per risparmiarti tutto quel dolore! Sei nata poco prima che Luigi andasse via. Se fossi capitata nella mia casa ti avrei amata, coccolata ed anche viziata di baci. La maternità è il dono più bello che Dio possa fare ad una donna. Ci sono donne che non hanno potuto realizzarlo e ne soffrono ogni giorno. E c'è chi come questa donna lo ha gettato in un rovo di more. Non resterai un ricordo, piccola Bea. Credo che Luigi e gli angeli del Paradiso ti abbiano già fatto dimenticare tutto il male che hai vissuto. I figli sono le arterie del nostro cuore, le dita delle nostre mani che ci permettono di afferrare la felicità, gli occhi per guardare la bellezza del mondo di cui essi fanno parte. Luigi mio, quanto mi manchi! Ogni giorno è un giorno in meno al Paradiso. Spero tanto di meritarmelo un pezzetto di cielo solo per rivederti e stringerti al mio cuore. Un cuore che sanguina ma che ha tanto amore per te e per i tuoi fratelli. Ieri ho iniziato ad andare in palestra. L'ho promesso a me stessa che mi sarei presa cura della mia schiena, delle mie ossa e dei miei muscoli perché per portare la croce devi avere le forze fisiche oltre a quelle spirituali. So che sei fiero di me. Che ti piace quando mamma ride e ti invoca dicendo "Luì per piacere mamma mi aiuti a cercare un parcheggio?". E rido anch'io in quel momento perché alla fine me lo fai trovare sempre, anche nelle ore di traffico intenso. Buona giornata amore mio in quella città che esiste per davvero e che tu ormai conosci benissimo. Sì perché è grandissima la Gerusalemme celeste. Non è una rappresentazione mentale. È un luogo reale e tu me l'hai mostrato. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.