Lettera del 4 giugno 2026
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Buongiorno Luigi mio adorato. Oggi facciamo memoria di quel 4 luglio di tre anni fa quando Nicola chiuse gli occhi al sonno eterno e alla nuova e vera vita. Solo in tarda serata lo venni a sapere. Tutti quel giorno cercarono di proteggermi da quella triste notizia. E Lucia vide in quella nascita al Cielo una corsa alla Madonna per supplicarLa di concederti la guarigione del corpo. Quel giorno stesso, mentre Nicola dava il suo ultimo sospiro, ci chiamarono da Bari dicendoci che il farmaco sperimentale era arrivato e che l'indomani ci saremmo dovuti ricoverare per iniziare una nuova terapia che avrebbe sconfitto il mostro. Con fiducia, con speranza, con pazienza e perseveranza preparammo il nostro trolley mettendoci dentro tutta la nostra forza, tutto il nostro sorriso. Perché ogni ricovero è stato vissuto nella gioia di sapere che sulla cartella clinica c'era prima di tutto il nome di Gesù. Non abbiamo mai avuto paura, non abbiamo mai pensato che non ce l'avremmo fatta. Era troppo grande l'abbraccio del Padre sulla nostra pelle. Se mi chiedeste qual è stato il momento più doloroso di tutto il nostro percorso vi risponderei senza indugio il giorno della scoperta del tumore. Avete avuto paura? Sì, tantissima. Ma abbiamo anche sentito un soffio di freschezza divina su di noi che ci avrebbe accompagnato per 2 anni, 2 mesi e 17 giorni. Abbiamo chiesto il miracolo a Dio. Da nord a sud hanno pregato per noi. Non c'è stata guarigione. Ma c'è stato il miracolo più grande che supera ogni guarigione fisica. Il miracolo della fede. Il miracolo della salvezza dell'anima. Il miracolo della vita che continua in un'altra forma. Mi alzo al mattino, piango ma poi raccolgo le mie lacrime perché devo onorarti tutti i giorni della mia vita finché il Paradiso non ci riunisca. Buona giornata nella Gerusalemme celeste amore mio. So che mi segui. E che vegli sui tuoi fratelli e su tutti i giovani. Ti affido un bambino di 6 anni. Tu sai. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.