Lettera del 6 gennaio 2026
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Buongiorno amore della mamma. Buona Epifania del Signore. Questa foto risale al tuo ultimo 6 gennaio. Ricoverati in ospedale combattevamo la tua penultima setticemia. Con quel pollice all'insù , con un sorriso che racchiude forza e resilienza salutavi il tuo papà che da casa pregava incessantemente perché ritornassimo presto da lui. Che ne sanno gli altri! E mi dispiace dirlo. Nessuno può capire se non calpesti quel corridoio. L'attesa di un emocromo che ti dica che le piastrine stanno risalendo, che i neutrofili stanno aumentando, che la bilirubina sta scendendo. Le mani giunte mentre tu dormivi, il vomito di nascosto nel bagno, i pianti condivisi con le mamme delle stanze limitrofe. Oggi posto questa foto. È l'immagine del trionfo. Ho vinto io mamma. Mentre tu calpesti la terra del dolore, io sono qui che prego per te affinché tu e papà troviate pace ogni giorno. Non soffro più mamma. Non mi posso più ammalare. Me lo hai detto in sogno. Ti ho sognato. Come sempre. Questa volta però mi parlavi diversamente, quasi scocciato. Ti vedevo raffreddato e ti invitavo a fare l'aerosol. Ma tu mi hai detto con un volto contrito:"Mamma sto bene. Non ho bisogno più di niente." Scusami amore se mi preoccupo ancora per te. Nel sogno guardavi il cellulare. Sarà che ieri l'ho acceso dopo tanto tempo e a raffica sono arrivati dei messaggi. Quelli della chat "Family in love" che abbiamo creato noi 5 per condividere il tempo e lo spazio vissuto lontani gli uni dagli altri. Continuiamo a mandare messaggi e foto su quella chat. E ti ho sognato col cellulare. Credo stessi leggendo i nostri messaggi. Il mio delle 23:59 del 31 dicembre, quelli della mini vacanza a Rimini e quelli dei nostri momenti di vita quotidiana, certi che tu li legga e da cui tu tragga serenità sapendo che stiamo vivendo tutti e 4 con dignità il nostro dolore. Non potrei mai deluderti. Per questo ti chiedo scusa se mi preoccupo per te. Non potresti essere in un posto più bello. Seppellire un figlio è l'esperienza più terrificante che un genitore possa vivere. Non c'è giorno in cui il cuore non pianga. Sei bellissimo amore mio. Sei perfetto. La tua vita sarà celebrata fino alla fine della mia. Hai avuto una missione. L'ho compresa giorno dopo giorno. Ho imparato ogni giorno da che sei partito a camminare sulla fune. Un passo dopo l'altro percorro il tratto da un grattacielo all'altro, poi torno indietro e ricomincio così. L'obiettivo è non guardare giù. Potrei perdere l'equilibrio e cadere. Ma se ciò dovesse accadere so che ci sarebbe Gesù a prendermi al volo e a riportarmi sulla fune. Un abbraccio alle mie mamme trafitte. Un abbraccio ai papà, colonne silenziose a cui le mamme si appoggiano. Aiutaci anche oggi vita mia. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma funambola.