Lettera del 6 maggio 2026

Buongiorno amore mio immenso ed infinito come il Cielo in cui abiti. Oggi è festa in Cielo. Sono quattro anni che Arianna è in Paradiso. Chi è Arianna? Una ragazza nata nel 2010 come te. Anche lei ha vissuto con abbandono totale tra le braccia di Dio la sua breve ma intensa vita e quel tratto di strada segnato dalla malattia che l’ha unita a Cristo Gesù nella sofferenza e nella redenzione. La sua mamma occupa un posto privilegiato nel mio cuore. Abbiamo condiviso tanti momenti insieme. In quei corridoi dove si piange e si prova tanto dolore, noi mamme siamo riuscite sempre a ritagliarci dei momenti di convivialità e sorrisi. Tra una lacrima, una preghiera, un caffè al distributore e una merendina per mettere una toppa alle voragini dei nostri stomaci chiusi per i troppi pensieri, abbiamo trovato il modo ed il tempo di sorridere e di farvi sorridere. Di Arianna conservo il ricordo dell’ultimo panino del Mac’Donald diviso a metà con te, un bicchiere di tè alla pesca che lei amava molto e la sua gentilezza quando mi ringraziava per averle portato la sua marca di tè preferito. Della sua mamma conservo l’ultimo sguardo scambiato nel corridoio la viglia del suo trapasso: “Nicla, Arianna non sta bene. Prega per me!”. Io le dissi solo ciò che il mio cuore desiderava: starà bene, vedrai. Quella fu l’ultima notte di Arianna. Io però venni a saper della sua nascita al cielo il 25 maggio, giorno del compleanno di San Pio quando ormai tu eri a casa dopo l’intervento di asportazione del tumore. Fu proprio Annamaria a telefonarmi. Nicla come state? Siete a casa? Luigi? Ehi amore mio, noi stiamo bene. E tu e Arianna? Arianna non c’è più. Io quel giorno, cara amica mia, non lo dimenticherò mai. Tu, Luigi, eri seduto sul divano e giocavi a Fortnite, i tuoi fratelli erano a scuola. Fuori c’era un sole bellissimo che sapeva già d’estate ma io dentro ero gelida. Tu mi chiedesti con chi stessi parlando. Cambiai il tono di voce, velocemente asciugai le lacrime, mi avvicinai a te per darti un bacio sulle labbra e poi ritornai in veranda per concludere la telefonata che segnò il mio primo lutto. Sai Arianna, voglio dirti una cosa, tu eri molto simpatica a Luigi, chiedeva sempre di te quando ci ricoveravamo. Avete anche giocato insieme nella stanza dei giovani quando eravate ricoverati. Con un po' di sana competizione…vi osservavamo divertite io e la tua mamma. Hai anche avvisato la tua mamma il giorno in cui Luigi salì in cielo. Poi me lo confessò, qualche mese dopo. Eri andata in sogno e a capotavola di una tavola imbandita con grasse vivande c’era una bara bianca. Quella di mio figlio. Troppo dolore hanno visto questi nostri occhi. Troppa sofferenza. Non finirà mai. Pregate per noi. Noi preghiamo per voi. Oggi si celebra la festa di San Domenico Savio a cui tu eri tanto devoto al punto che nell’ultima radiografia del tuo torace del 25 febbraio la medaglietta che portavi all’interno della canottiera venne impressa sui raggi vicino al tuo cuore. Buona giornata in Paradiso a te e ad Arianna e a tutti i nostri figli, volati via troppo presto, senza nemmeno darci il tempo di capire come avremmo fatto ad andare avanti. Tuttavia ci stiamo riuscendo. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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